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Il mite Zingaretti alla prova del fuoco

Ha il consenso e la legittimazione. Ma per le sfide cha ha davanti servirà polso fermo e decisionismo. Non facciamoci illusioni. 

di Ernesto Trotta |

E così ha vinto il “mite” Zingaretti.

Speriamo non sia troppo mite, perché il compito che lo aspetta fa tremare i polsi e attorno a lui si aggirano figure non molto rassicuranti circa la visione riformista del PD.

Consenso ne ha, legittimazione pure. Nessuno dichiara di volersi mettere di traverso. Nessuno alza barricate o minaccia scissioni. Almeno così pare nelle prime ore. Vedremo.

Io credo che a Nicola Zingaretti servirà molto sangue freddo, tanta pazienza, ma anche una dose formidabile di determinazione. Lo stile è tutto diverso da quello renziano, il linguaggio pure, ma la sostanza dei problemi è spessa come e più di prima.

Non mi ripeto su ciò che a mio parere serve al PD: vorrei solo augurarmi che non si ceda ai tatticismi ed alla politica di bassa lega. Ci sono priorità imprescindibili, ovvero:

  • vincere in Piemonte (e Zingaretti oggi è già da Chiamparino) aggregando tutte le forze attive della Regione in qualsiasi forma (liste civiche comprese)
  • confermare alle europee le percentuali delle ultime regionali (come minimo, visto che sarà meno dello straordinario 40,8% del 2014) col simbolo del PD, studiando apparentamenti, e non necessariamente alleanze, con le altre forze europeiste (rilancio l’idea del “bollino” azzurro con le stelle, comune a tutti i Partiti europeisti nei vari Paesi)
  • procedere a grandi passi verso il consolidamento di un’area maggioritaria di centrosinistra, che punti a coinvolgere il 40% dell’elettorato. Non è affatto impossibile: basta non perdersi in chiacchiere con i cespugli e badare alla foresta, ovvero ai cittadini. Non spaventiamoci dell’egemonia: va costruita sulle idee e non con i vertici, spesso bizzosi e vanitosi, delle altre formazioni.

Per tutto questo la “mitezza” serve poco: polso fermo, invece sì. Discutere e decidere. Non illudiamoci: non ci sono scorciatoie.

Zingaretti deve approfittare dello straordinario risultato raggiunto e procedere spedito. Il momento è favorevole, malgrado tutto. Diventasse “divisivo”, sarebbe un guaio.

Sono sicuro che tutto il Partito possa stargli “fianco a fianco” e accompagnarlo nel compito. Dia l’esempio coinvolgendo tutti, senza smania di dimostrare di “voltare pagina” ad ogni costo.

I libri sono tutti fatti da tante pagine, cosicché è solo naturale voltarle per “andare avanti” nella storia. (Ecco, ho usato gli slogan dei tre candidati alle primarie).

Auguri, Segretario!