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Le bugie di Salvini sugli immigrati

L'Italia accoglie meno profughi ripetto alla media europea. Una ripartizione equa tra gli stati membri dell'Ue ci obbligherebbe a accoglierne di più. 

di Fabio Colasanti |

Lunedì 8 aprile c'è stata a Milano una riunione di quattro partiti di estrema destra che vorrebbero formare un gruppo parlamentare comune nel parlamento Europeo (per il quale servono partiti di almeno sette paesi diversi). I partiti rappresentati erano la Lega, l'Alternative für Deutschland, il Partito dei Veri Finlandesi e il Partito del popolo danese.

I telegiornali - il Tagesschau della ARD, ma non i telegiornali della RAI - ci hanno regalato un importante soundbite di Matteo Salvini che ha affermato che non è importante che si arrivi ad ottenere una ripartizione degli arrivi tra i paesi dell'Unione europea, quello che è necessario è che i profughi non entrino più in Europa. Si tratta di un cambio di posizione importante che merita alcune considerazioni.

La prima riguarda la realtà delle cifre che Matteo Salvini sembra conoscere meglio dei suoi sostenitori: una ripartizione "equa" dei profughi tra i paesi europei porterebbe l'Italia a dover ricevere più profughi.

Nel 2018, il numero di domande di asilo presentate in Italia è stato pari all'8,4 per cento di tutte quelle presentate nell'Unione europea. La percentuale dell'Italia nella popolazione dell'Unione europea è dell'11,8 per cento. Nello stesso 2018, la percentuale del PIL italiano sul PIL dell'Unione europea è stata pari all'11,1. 

Il grafico riportato qui di seguito mostra che l'Italia nel 2018 ha ricevuto meno domande di protezione della media dell'Unione europea.

Le prime cifre del 2019 mostrano che lo squilibrio si sta accrescendo fortemente. Gli altri paesi dell'Unione europea che sono aperti all'accoglienza dei profughi avranno ancora più argomenti per chiedere che l'Italia ne accolga di più (o per rifiutare le richieste di prendere una parte di quelli che sono sulle navi che ogni tanto vengono bloccate).

Al tempo stesso Matteo Salvini sembra cominciare a capire la natura dell'Unione europea. Questa non è un'organizzazione che si occupa di tutti i campi di competenza del settore pubblico. L'Unione europea può occuparsi solo dei campi che gli stati membri (definiti da Riccardo Perissich in un libro appena pubblicato "i padroni dei trattati") hanno deciso debbano essere trattati in comune. L'immigrazione dai paesi terzi non è tra i campi dove gli stati hanno deciso di condividere la loro sovranità.

Per un certo periodo, Lega e 5S hanno dato l'impressione di ignorare questo fatto. L'esperienza di governo e la partecipazione alle riunioni con i partner dell'Unione europea hanno fatto capir loro come stanno le cose.

Le discussioni con gli altri partecipanti alla riunione di Milano devono aver convinto Matteo Salvini che non esistono possibilità di far sì che il tema dell'immigrazione dai paesi terzi diventi mai una vera competenza dell'Unione europea. Il partito sovranista tedesco, l'Alternative für Deutschland, era rappresentato alla riunione di Milano da Jorg Meuthen, una personalità non molto conosciuta. Ma la riunione di Milano è stata considerata abbastanza importante da meritare di essere citata anche nel Tagesschau della televisione pubblica tedesca. Questo è valso a Jorg Meuthen l'onore di un rarissimo soundbite. Quello che lui ha detto è che il suo partito si batterà sempre contro ogni tentativo di estendere le competenze dell'Unione europea all'immigrazione dai paesi terzi.

È chiaro che Matteo Salvini, come Donald Trump, cavalcherà in maniera spregiudicata il tema dell'immigrazione durante le campagne elettorali qualunque sia l'importanza vera del fenomeno. Il loro slogan è ora che i profughi non devono arrivare nei nostri paesi. Donald Trump ha appena licenziato la persona responsabile per la gestione dell'immigrazione, il capo del dipartimento dell'Homeland Security, la signora Kirstjen Nielsen. Secondo varie analisi l'avrebbe considerata "debole". Sembra voglia una persona capace di criticare apertamente le leggi esistenti, i giudici e tutto il sistema della concessione del diritto d'asilo.

È impossibile bloccare completamente i flussi migratori. Nel 2018, gli "sbarchi" recensiti del Viminale sono stati 23.370. Ma le domande di asilo ricevute in Italia nello stesso anno sono state 53.700. Molti profughi arrivano anche come turisti. Che facciamo? Controlliamo in maniera più severa anche l'arrivo dei turisti ?

Matteo Salvini è al tempo stesso il responsabile per l'immigrazione e il capo del suo partito politico. Potrà essere duro quanto il calcolo politico richiederà. Donald Trump parla di una emergenza al confine con il Messico che non esiste. Prepariamoci anche noi in Italia ad una battaglia elettorale fatta di slogan sempre più duri per un problema che, al momento, è molto contenuto. Ma per quanto riguarda la possibilità che l'Unione europea possa mai un giorno stabilire in che paese membro un profugo debba essere accolto, Matteo Salvini ha almeno cominciato ad accettare la realtà.