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Arrivano i pentiti

A pochi giorni dal voto europeo, il viaggio verso l'isola "4percento" fa paura. 

di Ernesto Trotta |


A pochi giorni dal voto europeo, riconosciuto spartiacque storico tra l’Europa di Spinelli, Rossi e Colorni e l’Europa di Salvini, Le Pen e Orban, un tarlo comincia a rodere, un dubbio si insinua, accende le notti, agita i sonni, squassa i neuroni, mette bruciore allo stomaco, insomma rovina la vita.

Manipoli di famosi (ma quanto costa la fama!) personaggi cominciano timidamente a fare outing, confessano, dichiarano, esternano; timidamente ma senza paura, senza vergogna, fieramente; la voce trema un po’, ma la decisione (e che decisione!) è presa. Si cambia!

Un anno passato a sperare, a sognare, ad attendere: scatolette di tonno aperte e subito richiuse, streaming mai partiti, nuova democrazia … e poi compare Matteo Salvini! Dappertutto, sempre, in tutti i media, in ogni piazza, con ogni felpa possibile! Che incubo! Che angoscia! Serve una liberazione, serve esplodere, serve manifestarsi. Presto! Un tweet, un post, una chart, uno statement. Bisogna parlare, bisogna agire. Al diavolo l’orgoglio, al diavolo la dignità, al diavolo la coerenza! Basta!

Pentirsi, in pubblico, apertamente, cenere dappertutto, mica solo sulla testa! Abbiamo fatto una cazzata pazzesca! Un grido liberatorio sale dalle gole di psicologi, attori, cantanti, economisti, anche qualche politico, incredibile. Si pentono, riconoscono l’errore, la leggerezza di una scelta sbagliata, fiducia mal riposta, forse anche tradimento di alti e nobili ideali.

Bene! Il popolo plaude, il popolo si inchina a tanta onestà intellettuale, il popolo confida in una resipiscenza saggia e costruttiva.

Si sbaglia nella vita, capita, l’importante è ritrovare la rotta smarrita, imboccare di nuovo la strada giusta, avviarsi verso un più consistente approdo, voltando per sempre le spalle a chi ha illuso, a chi ha tradito la buona fede, la speranza rivoluzionaria di tanta intellighenzia.

Sì, la strada giusta, la proposta definitiva, la proposta costruttiva, un bagno di buon senso e realismo.

Con decisione, con determinazione si sposta la barra del timone. Un nuovo vascello caldo ed accogliente, sicuramente diretto verso luminosi orizzonti; un vascello dal nome confortante, nuovo, denso di storia e di significato, un nome, una garanzia di unità e di successo: LA SINISTRA! Al comando Fratoianni, il nocchiero è Acerbo, il nostromo Mineo, giovani di robusta e sana costituzione, una nuova e promettente generazione, lanciata a bomba contro l’ingiustizia.

Ecco che salpa verso mete lontane, mitiche, ancora avvolte nella nebbia dei ricordi. L’isola “4percento” è lì, si vede in lontananza, un braccio di mare, ma è popolato di pericolosi nemici della rivoluzione.

Si parte col cuore gonfio di emozione, con rinnovellata ed incrollabile fiducia.

Sul molo la famosa cantante ha perfino lasciato un dono: una canzone per chi resta, triste, sconsolato, irrimediabilmente legato al vecchiume ed alla noia, a contare voti e seggi, a contendere la dura realtà ai sovranisti arrembanti.

Che lotta volgare, inelegante, quanto lontana dalle vette creative di chi ha visto la luce! La luce abbagliante del sol dell’avvenire!