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Interventi

M5S schiavo di se stesso

Sbaglia Zingaretti a pensare che il Movimento sia soggiogato alla Lega. E' solo schiavo del proprio bluff. 

di Giorgio Cavagnaro |

Dopo l’approvazione del decreto sicurezza bis fortemente voluto dal ministro Salvini, decreto paragonabile per assenza di umanità e ferocia a ciò che furono in epoca fascista le leggi razziali, il segretario del Pd Zingaretti non trova di meglio da dire se non che quelli del Movimento a 5 stelle sono schiavi.

Schiavi della Lega, si immagina. Schiavi con il 35 per cento dei consensi elettorali al momento della formazione del governo contro il 18 per cento del partito di Salvini. Schiavi con il doppio dei deputati e di quello che nel mondo del lavoro si chiama potere contrattuale.

Viene legittimamente da chiedersi allora, schiavi di cosa? Per quale motivo i 5 stelle avrebbero votato questo decreto che appare fortemente dissonante dal pensiero, comunicato prima in modo subliminale e poi sempre più concreto (ma con juicio) dalla parte del Partito Democratico che si riconosce nell’attuale segretario, secondo il quale valori affini esisterebbero tra il Pd e il M5S?

La pretesa che dietro queste manovre esisterebbe uno straccio di idea, di concetto vagamente riconducibile a una strategia autenticamente politica appare destituita da qualsiasi fondamento.

Il M5S vota il decreto sicurezza bis semplicemente perché è in crisi di consensi e non vuole per nessun motivo al mondo far cadere il governo di cui è parte ampiamente maggioritaria. Il M5S non fa distinzioni tra destra e sinistra: vuole “aprire il parlamento come una scatola di tonno”, per riempire la scatola, una volta vuota e ben scolata dall’olio, di concetti “nuovi” che nessuno ha mai ben capito quali siano, a parte l’essere fuori da qualunque alleanza o schieramento e ottenere questo risultato avallando qualunque alleanza o schieramento.

E allora di cosa sarebbe schiavo il M5S, caro Zingaretti, se non di se stesso e del suo bluff?