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Il tempo della chiarezza

Ancora poche novità a sinistra.

di Giorgio Cavagnaro |

Sono sempre stato convinto (e la storia politica del mondo intero dimostra che ho ragione) del fatto che le alleanze di comodo, o di convenienza, dettate in genere da motivi di opportunità, non funzionino se non per l’espace d’un matin. Sono dunque inutili e persino dannose, a medio e lungo termine.

Lo scenario italiano, nel momento dell’attuale crisi di governo, altro esempio di alleanza bislacca e forzata a puro scopo di potere, definisce una situazione piuttosto chiara.

A destra c’è una potenziale coalizione piuttosto solida, quella formata dalla Lega e da Fratelli d’Italia. A sinistra invece, nonostante gli appelli accorati ma grottescamente tardivi del segretario Pd Zingaretti, esiste la maggioranza uscita dalle consultazioni primarie del Partito Democratico, raccolta per l’appunto intorno al segretario. Questa fazione può contare sull’appoggio dei veri ispiratori politici di questa fazione, ossia i grandi vecchi che diedero vita a LEU, D’Alema e Bersani, più forse alcuni piccoli satelliti di sinistra tradizionalmente sparpagliati. Il centro, nonostante non abbia mai avviato manovre di avvicinamento, per molteplici cause dovute per lo più alla paura dell’ondata populista che soggioga l’elettorato al momento presente, potrebbe facilmente costituire un’alleanza liberalriformista fondata sull’intesa tra un polo di sinistra europeista (Matteo Renzi e Carlo Calenda), e la dissolta Forza Italia, deberlusconizzata, che sembra delinearsi intorno a Mara Carfagna, Giovanni Toti e Paolo Romani, già promotori del progetto “Cambiamo”.

Il M5S, in picchiata di consenso, non è compatibile con nessuna di queste alleanze, per la sua natura infantile e distruttiva, incapace di proposte politiche serie e tantomeno di accreditarsi come forza di governo, avendo fallito clamorosamente le occasioni che il particolare momento storico italiano gli ha offerto.

Se davvero si materializzerà, come ventilato, un momento di consultazione elettorale anticipata nel mese di ottobre, credo che ai cittadini italiani vada presentata l’opportunità di scegliere tra le quattro opzioni sopra descritte. Solo così il corpo elettorale potrà esprimere in modo trasparente e corretto la sua volontà, rispettando e accettando con spirito democratico il risultato delle urne.