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Chissà come finirà

Qualche paletto in più nella trattativa.

di Ernesto Trotta |

Chissà come finirà la crisi di governo aperta dal Truce suicida!

Se davvero si riuscirà a varare un governo che abbia un senso e soprattutto un programma di cose da fare subito, e forse anche un po’ più in là. Chissà!

Per ora registriamo con favore la batosta e relativa uscita di scena (forse definitiva!) del più sgangherato e pericoloso leader politico della Repubblica, uno è riuscito nell’incredibile intento di far fare bella figura anche a Giuseppe Conte e i suoi incredibili 5 stelle.

Maldestro, peggio di Gatto Silvestro!

Ma adesso tocca andare avanti, e ci vuole fantasia, pazienza, sangue freddo.

A mio parere è inutile sforzarsi a guardare troppo lontano. Abbiamo obbiettivi molto prossimi e tutti imprescindibili.

Primo: evitare le elezioni ad ottobre. E per due ottimi motivi: la necessità di preparare una legge di bilancio seria, non necessariamente “lacrime e sangue” (orribile luogo comune del quale mi scuso in diretta, ma tanto per capirci), che rimetta il Paese su una via virtuosa di crescita economica: la Germania si ferma, ma investe 50 miliardi. Noi non li abbiamo, ma dobbiamo perlomeno prepararci ad agganciare il prevedibile rimbalzo tedesco. Altro che aumento dell’IVA!

Ci sono competenze e idee per farlo: non credo che M5S possa controproporre alcunché di ragionevole, visto il pressappochismo della loro politica economica.

L’altro motivo per non votare ad ottobre è banale ma essenziale: votare è quello che voleva Salvini. Salvini ha perso, con tutta evidenza, platealmente, in diretta TV, e non si può alla fine fare come voleva lui: sarebbe un autogol terrificante, un suicidio peggiore del suo. Spero che a nessuno venga in mente di coltivare seriamente questa ipotesi.

(Oddio, Zingaretti ne continua a parlare, ma spero sia solo un artificio dialettico …! Spero)

Subito dopo c’è da abrogare l’orribile decreto sicurezza, chiudere quota 100, fermare i condoni fiscali, rimodellare il reddito di cittadinanza e ricondurlo ad un più utile reddito di inclusione, riprendere tutti i contatti con la UE, avendoci nel frattempo mandato un commissario inappuntabile (uomo o donna che sia).

Tutto ciò è imprescindibile. Va fatto, subito, e credo che su questo si possa trovare il modo di operare. Soprattutto bisognerà rimettere nei Ministeri gente competente, personale affidabile e non amici d’infanzia da sistemare. Mattarella darà senz’altro una mano.

Il resto, e ci sarebbe tanta roba di cui occuparsi, è tutto da discutere, concordare, programmare, infine realizzare. Si può fare coi 5 stelle ed altri parlamentari di buona volontà?

A mio parere è presto per dirlo. Passare in un sol colpo dalle ingiurie sul partito di Bibbiano ad un programma di lungo respiro NON è facile. E forse nemmeno utile.

Io credo che ora e nei prossimi tempi servirà gradualità, flessibilità, duttilità, e prontezza di riflessi. Bisognerà navigare a vista per un po’.

Non escludo affatto che si possa arrivare all’elezione del Presidente della Repubblica o forse anche alla fine della legislatura, ma tutto ciò andrà verificato in corso d’opera.

Se davvero i 5 stelle riusciranno ad abbandonare i loro storici pallini pauperisti, giustizialisti, antisistema, se si riuscirà a ragionare con pragmatismo, se verranno abbandonati sciocchi atteggiamenti populisti, se si riuscirà a mettere al centro lo sviluppo economico e non l’assistenzialismo, se, se, se, …

Vedremo: giusto per restare nell’ovvio, ogni viaggio comincia con un primo passo. Basta farne uno per volta, coscienziosamente, e nel frattempo smetterla (e penso al PD) di guardarsi l’ombelico e di strologare su chi resta e chi va via. Abbiamo avuto la plastica dimostrazione che se si fa gioco di squadra (anche involontariamente, come questa volta) si riesce a raggiungere obbiettivi notevoli.

Tutti sono utili, se si capisce che un Partito è un luogo istituzionale, il luogo di un’area vasta politica e culturale, e non un club gestito dalla maggioranza di turno, club in cui stare o da cui andare via, a seconda dell’aria che tira e della simpatia del gruppo dirigente. Ma questo è un altro discorso, ci tornerò sopra.

Per ora godiamoci il Truce suonato nell’angolo e vediamo di non farlo rientrare in partita con mosse avventate. Seguito popolare ne ha ancora, anche se figuracce così non si cancellano facilmente.

“Maestro, riusciremo ad uscire da qui?” chiede il giovane Adso al vecchio Guglielmo. “Non senza difficoltà, figliuolo” è la risposta.

Ma noi comunque restiamo sulla scena. Il meglio deve ancora venire.

Ernesto Trotta

Torino