Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

La sottile linea del Pd

I rischi dell'alleanza con i 5 stelle

di Giorgio Cavagnaro |

Supponiamo che nelle prossime ore, nel superiore interesse del paese, sia faticosamente dribblato anche il problema, da asilo infantile istituzionale, dell'approvazione telematica da parte di 20.000 individui in merito alla partecipazione del M5S al governo nazionale.

Proprio questa ennesima, sesquipedale anomalia democratica suggerisce una riflessione importante: il rischio che corre il Pd, partito devastato da contrasti probabilmente insanabili ma comunque unica forza seria e raziocinante in un panorama politico desolante, è quello di porsi, in una percezione popolare che non brilla per acutezza di giudizi, sullo stesso piano del gruppo pentastellato.

Per forza di cose, sempre che il governo sia varato, decisioni importanti e forse cruciali,per la nostra economia e per la nostra posizione internazionale dovranno essere prese. E presidente, vice e ministri saranno (come è giusto, sia chiaro) percepiti come un unicum che prova ad agire di comune accordo negli interessi del paese.

Questo a mio parere costituisce per il Pd un inevitabile svilimento d'immagine, a prescindere anche da clamorosi quanto improbabili successi del governo. Anche se il Partito Democratico può sostenere di aver agito responsabilmente nell'ora più buia, come fu per Churchill nella seconda guerra mondiale, sarà sempre l'alleato di una stagione politica che è sceso a patti con un movimento populista tra i più balordi in campo europeo, per non dire di più.

E poi la guerra non c'è, gli elettori sono molto più distaccati dalle vicende politiche di quanto si possa credere: basta trascorrere una settimana in una qualsiasi località balneare o montana del belpaese per rendersene conto.

Dunque, se fossi il Pd starei molto attento a evidenziare con calma, attenzione e precisione le azioni di governo che a lui fanno capo. Non sarà affatto facile.