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Interventi

Conte, un'occasione da cogliere

Si vedrà subito dove va: dai ministri che metterà in lista.

di Giorgio Cavagnaro |

La verità? Sono molto curioso di vedere all’opera Giuseppe Conte, rivelazione dell’estate politica 2019.

Non è facile passare da burattino a burattinaio in poche settimane, eppure la sfida che sembra profilarsi nella carriera dell’avvocato romano divenuto Presidente del Consiglio del governo più pazzo della storia repubblicana, sembra essere proprio questa.

Le sue prime dichiarazioni parlano di novità (termine certamente preferibile allo stucchevole, abusato e presuntuoso “cambiamento”), di superamento di schemi obsoleti, addirittura di un “nuovo umanesimo”.

Se quest’ultima dichiarazione, pur apprezzabile per discontinuità dal becero linguaggio grilloleghista cui siamo abituati, sembra piuttosto azzardata, il discorso sulle vecchie categorie destra/sinistra mi vede, e non da oggi, assolutamente d’accordo. Naturalmente, non nel senso populista e antipolitico che il M5S ha fin qui portato avanti. Non la sostituzione della democrazia parlamentare con la gestione del potere da parte di una piattaforma telematica privata, non la pretesa di proporre l’ignoranza arrogante come cifra di governo.

Ma è innegabile che certe contrapposizioni, figlie di un passato che l’Italia non riesce proprio ad archiviare,  astutamente rinfocolate da chi ha tutto l’interesse a mantenere rendite di posizione estremamente comode quanto dannose per il progresso del paese, devono finalmente essere superate.

E’ probabile quindi che, nella battaglia del “totoministri”, le vere fazioni in campo siano i conservatori, pronti a tutto per mantenere antichi privilegi, e i veri innovatori, disposti a varare una compagine di governo che contenga un mix di personalità politiche davvero progressiste ma anche di tecnici competenti, con esperienza gestionale e la mentalità da liberi pensatori.

Se questo si verificherà, l’avvocato Conte avrà già vinto una buona parte della sua battaglia, e l’Italia con lui.