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Lettera aperta a Conte

Respingere l'uso di Rousseau.

di Giorgio Cavagnaro |

Egregio presidente incaricato avv. Giuseppe Conte.

Sarò estremamente chiaro: non mi interessa un fico secco dell’esito della votazione espressa da qualche migliaio di individui su una piattaforma telematica privata, peraltro vulnerabile e insicura dal punto di vista tecnico, non sulla vittoria di un’edizione dell’”Isola dei famosi”, ma sulla formazione del governo di una repubblica democratica europea. La nostra, per inciso.

Questa votazione dovrebbe esprimere il parere vincolante da parte di una cosiddetta forza politica sulla sua partecipazione al governo italiano.

Nel recente passato, decine di illustri esperti hanno manifestato grandi perplessità sulla forma e sul contenuto di referendum nazionali riguardanti alcune modifiche della Costituzione italiana. Oggi, il palese vulnus contenuto nell’operazione scriteriata e puerile tramite la quale il M5S impone come condizione per l’assunzione, da parte dei membri del movimento stesso, di un ruolo cruciale nella nuova compagine governativa, non suscita negli stessi esperti alcuna indignazione.

Credo che il varo di questo governo, basato su un’intesa prevedibilmente assai labile tra forze profondamente diverse (come dimostra in modo evidente l’approccio di cui abbiamo appena parlato al concetto stesso di sistema democratico) sia da sostenere, in quanto ultima ratio per l’indipendenza e la stessa esistenza in vita della nostra repubblica.

Ma credo altresì che sia dovere preciso del Presidente della Repubblica e soprattutto Suo, signor presidente incaricato, di respingere questa assurda procedura.

Se il  Suo governo deve nascere, faccia in modo che non sia basato su una simile paradossale sciocchezza istituzionale.

La ringrazio e Le porgo distinti saluti.