Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Serve un Codice della Rete

Germania e Francia hanno già approvato una legge. Noi ancora nulla. Ma non possiamo aspettare a lungo. E' a rischio la democrazia. 

di Ernesto Trotta |

Capisco che ora c’è l’Umbria, ma il problema purtroppo non sparisce …

Adesso che abbiamo di nuovo un Governo “normale” (si fa per dire, ma per ora bisogna accontentarsi …), possiamo riprendere il discorso sulla regolamentazione della Rete.

Eh già, perché con il Truce al potere, e con lui la macchina infernale della mitica Bestia, figuriamoci se si poteva pensare anche solo di affrontare il problema, con qualche speranza di raggiungere una qualche conclusione... Salvini, sulla mancanza di regolamentazione della Rete, ha costruito tutta la sua narrazione, come d’altronde hanno fatto e fanno Trump, Putin, l’antesignano Casaleggio e gli altri “simpatici e democraticissimi” fautori della “democratura” populista.

Questi hanno scoperto da tempo che la rete selvaggia e senza regole permette un controllo ed una gestione efficacissimi dell’opinione pubblica, permette di veicolare contenuti pilotati, costruiti, addomesticati, e quindi di incidere sulla formazione del consenso.

Non passa giorno senza che vengano allo scoperto testimonianze inquietanti di tali pratiche, come non passa giorno senza che si scatenino ondate di odio, di insofferenza, di intolleranza, anche da parte di persone che dovrebbero essere considerate “normali” o “qualunque”, ma che nella fogna della Rete, protette dall’anonimato, sguazzano seminando germi letali per la convivenza civile.

E allora che aspettiamo a mettere con urgenza all’ordine del giorno il problema di un Codice della Rete?

In Germania sono stati fatti passi avanti, c’è una legge, in Francia è passata la legge Avia (*) ed esiste un sottosegretario al Digitale (Cedric O). Sono Paesi nostri fratelli, simili a noi, che cercano di mettere ordine in un marasma che ha raggiunto livelli di inciviltà indicibili.

L’altra sera finalmente ho sentito un esponente politico (Monica Cirinnà, PD) invocare la creazione dell’identità digitale: era ora!

Adesso ci sarebbero le condizioni per sollevare il problema e presentare proposte di legge, aprire il dibattito, senza spaventarsi della difficoltà della materia. Nel Parlamento Italiano ed in quello Europeo.

Si tratta di alzare il livello di civiltà della comunicazione in Rete, si tratta di fare fronte all’invasione delle fake news, si tratta di impedire che si instaurino macchine potentissime, totalmente fuori controllo, che possano manipolare il consenso.

Non so più come dirlo, ma ne va della sopravvivenza della democrazia. In una società in cui la circolazione delle informazioni sfugge al controllo democratico, come si può pretendere che l’espressione del consenso, e quindi la significatività del voto, sia libera da condizionamenti?

Non ci è bastato il referendum sulla Brexit, l’elezione di Trump, il nostro referendum del 2016 e chissà quante altre occasioni, nelle quali l’opinione pubblica è stata manipolata da strumenti, algoritmi, meccanismi totalmente al di fuori da ogni regola?

C’è qualcuno di buona volontà che non si spaventi del problema e lo porti al giusto livello di attenzione? Questa è roba da G7.

Non credo che esistano soluzioni facili ed immediate, certamente c’è bisogno di elaborazione, di pensiero, di dibattito. Ma facciamolo, senza paura e senza nasconderci dietro a paraventi ideologici come la “libertà di espressione”, la “privacy”, i “diritti umani”. Si vuole solo regolamentare uno strumento tecnologico, come abbiamo già regolamentato le televisioni, la telefonia, la circolazione su strada, la navigazione nei cieli e sui mari, il materiale radioattivo e mille altri prodotti della modernità, con cui facciamo i conti ogni giorno.

Non è la fine del mondo! Deve invece essere la fine di un assurdo ed infantile romanticismo della Rete, che ormai ha fatto tutto il suo tempo. Siamo circondati, permeati, a volte oppressi dalla Rete e ci spaventiamo a mettere delle regole?

Parliamone, apertamente, senza remore e cerchiamo di progettare un uso più consapevole, più rispettoso, più efficace di questo magnifico strumento. Non distruggiamo un potenziale mezzo di libertà per la paura di regolarlo.

Anche perché c’è chi, nel frattempo, sta facendo ben di peggio, a nostra pressoché totale insaputa.

(*) Loi Avia (sur le modèle allemand): plateformes et moteurs de recherche auront l'obligation de retirer les contenus «manifestement» illicites sous 24 heures, sous peine d'être condamnés à des amendes allant jusqu'à 1,25 million d'euros. Sont visées les incitations à la haine, à la violence, les injures à caractère raciste ou encore religieuses. Transparence sur les moyens mis en œuvre et les résultats obtenus, coopération renforcée notamment avec la justice, surcroît d'attention aux mineurs.