Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Il futuro è arrivato?

Basta belinate sulla decrescita felice. Qui servono le riforme o il movimento scompare. Non solo parole di Grillo. Ma vorrei che le fossero.
 

di Ernesto Trotta |

I have a dream! (Ho un sogno!) Solo che il reverendo King sognava la pace e l’integrazione razziale, io, che valgo meno di un’unghia del suo piede sinistro, mi limito ad un “sognetto” da quattro soldi, che però ci tocca molto da vicino.

Sembra il seguito di un altro sogno, era il 21 settembre 2018, un’era fa, Di Maio et Salvini consulibus; chi ha voglia e tempo da perdere può trovare qui il racconto allucinato di quella notte, ma non è indispensabile per il prosieguo della lettura.

Anche stavolta la scena è il salotto di Lilli Gruber, presenti sempre il severo ed accigliato Marco Travaglio, e, in un angolo, il saccente scudiero Andrea Scanzi, bello e spietato come il Conte di Montecristo.

Esordisce la signora: “Stasera ci ha chiesto di poter intervenire in trasmissione nientemeno che Beppe Grillo in persona, per comunicazioni che lui giudica molto importanti (la sig.ra Gruber è un po’ più diffidente del solito, stasera). Gli lasciamo volentieri la parola.”

Sfondo nero, primo piano sul testone canuto e riccioluto dell’ex-comico. Pare preoccupato e anche un po’ triste.

“Italiani!” parte con un tono niente affatto ducesco (non sono più i tempi …!). Anzi, pare piuttosto dimesso.

“Non avrei voluto trovarmi qui stasera, avrei preferito una frittura di pesce in riva al mare a Boccadasse, ma non posso sottrarmi alle mie responsabilità” (il linguaggio è inusuale, un po’ ministeriale, quasi burocratico. Che diavolo avrà in testa?). “La faccio breve. Abbiamo combinato un gran casino! Volevamo dimostrare che si poteva mettere su un ambaradan della madonna partendo da un sito Internet e mandando tutti affanculo. Sembrava impossibile ma l’abbiamo fatto.

Gianroberto (Casaleggio, ndr) ne era sicuro. Avevamo scommesso e ha vinto lui. Dovrei ancora pagargli una pizza. Peccato che se n’è andato, e solo m’ha lasciato! Solo … volesse il cielo! Veramente sono ancora circondato dai “meravigliosi ragazzi”, che mannaggia a loro, belin! non sono né “meravigliosi” e neppure tanto più “ragazzi”.

Più di trecento parlamentari, un esercito, roba da 8 settembre (1943). Chi comanda, che si fa, dove andiamo, che si vota, chi paga in trattoria, chi si carica lo scontrino? Atterriti, attoniti, attaccati allo scranno, attapirati, …Ecco, vorrei rivolgermi direttamente a voi, a tutti e trecento e passa, deputati e senatori. Ascoltatemi!

Avete vinto la lotteria: forse non ve ne siete accorti, ma l’avete vinta. Dieci anni fa, o anche cinque o tre anni fa, molti di voi (praticamente tutti) facevano, o non facevano, mestieri qualunque, mai pensavano di arrivare a Roma, al Parlamento della Repubblica; ma vi rendete conto, belin?

Giornalisti, opinionisti, televisioni, interviste, nottate, talk show, gente che semmai ti ferma per strada, ti chiede qualcosa e aspetta da te una risposta; una cosa detta da un parlamentare non è mica una cazzata buttata lì al bar davanti a uno spritz? Non ve l’aspettavate di arrivare a tanto, eh? Beh, neanch’io, lo giuro.

Ma adesso lì stiamo e non possiamo mica scappare via! Anzi, corriamo il rischio che ci facciano scappare via, e che poi ci inseguano pure coi forconi. Guardate Taranto, ma pure il resto del Sud, mica sono contenti, con tutte le minchiate che gli abbiamo promesso.

No, no, cari miei, abbiamo fatto un casino! Quello lì, sapete chi, adesso gira per il mondo con l’aereo di Stato e parla con gente importante davvero. Il giorno che gli scappa che la Bolivia sta in Africa, o che la Siria confina con la Libia, siamo fregati. Ci dichiarano guerra, ci cacciano dall’ONU e pure dalla NATO.

Parliamo seriamente: abbiamo dimostrato che la democrazia è fragile, che può essere attaccata, che può essere distorta, condizionata. Noi l’abbiamo fatto in modo artigianale, alla buona, prendete la storia della scatoletta di tonno… dai!

Poi però è arrivato il Truce ex-Padano, e quello lì ha messo su un metodo industriale, roba potente, tutta un’altra roba! Infatti, si sono incazzati in tanti e l’hanno sbattuto fuori.

Ma quello non molla mica! C’ha appoggi in alto loco, superpotenze, mezzi a profusione, mica noi coi server degli anni Novanta.

Va be’, avete capito! Bisogna inventare qualcosa, l’ho già detto l’altra volta, nell’altro sogno.

Da qui al 2023, quando si dovrà per forza votare (maledetta ‘sta Costituzione!) ci sono comunque tre anni, più di mille giorni. Che facciamo per tutto questo tempo? Continuiamo a fare casino col rischio che i mille giorni diventano cento? Col rischio che ci corrano dietro dappertutto? Siamo impazziti?

No, no, la soluzione c’è. Non è difficile, ma bisogna applicarsi. Statemi a sentire.

Mettiamoci, mettetevi a disposizione per fare delle cose. Delle cose importanti, delle cose che lascino il segno. Le “riforme”. Lo so che è una cosa da progressisti di sinistra, da élite radical chic.

Ma voi lasciate perdere le belinate della descrescita felice, del paese agricolo, tutto turismo, gastronomia e sagre di paese, le scie chimiche, i no-qui e i no-lì.

In tre anni si può rimettere in moto tutto il carrozzone. C’è la gente capace di farlo: voi aiutate, nel frattempo imparate, ché vi viene buono in ogni caso. Capita che i più svegli si fanno un’altra legislatura, o altre due, e quando vi ricapita? Si ricorderanno di voi come di quelli che non hanno perso il treno, che ci sono saltati su e qualcuno avrà pure imparato a guidare.

La gente deve lavorare, deve crescere e produrre ricchezza, deve avere in mente un mondo migliore.

C’è da affrontare e risolvere problemi grossi, l’ambiente, l’energia, l’industria, la maledetta tecnologia (non lo dite a me, che una volta spaccavo i computer sul palco), l’intelligenza artificiale, la scuola, la gente che continua ad arrivare dall’Africa, e chi li ferma più, porca pupazza!

C’è un mucchio di lavoro da fare, c’è da usare l’intelligenza naturale, chi ce l’ha, e voi, proprio voi, potete partecipare, potete dare una mano d’aiuto. Non perdete l’occasione!

Io ci sto mettendo la faccia, e mi costa pure qualcosa farvi ‘sto discorso. Già mi immagino domani quante me ne diranno.

Chissà se Giggino e gli altri hanno capito. Comunque, spiegateglielo voi, ditegli che il biglietto della lotteria scade, che non è eterno.

Gruber, su, fai la brava! Dai una mano anche tu, spiegaglielo a Cairo. Giannini di sicuro lo spiega a De Benedetti. E speriamo solo che il PD si svegli e si dia una mossa. Se no, giuro che chiamo Renzi, quello scalpita, sicuro che li sveglia lui …!

Non perdiamo tempo. Io vado un attimo ai Caraibi a riposarmi e smaltire lo stress. Quando torno, non fatemi trovare scherzi. Fate i bravi! La Storia vi attende.

Oh, qualcuno vada a comprare i sali per far rinvenire Travaglio (mi è parso di vederlo riverso per terra). È cianotico, belin! Speriamo che non stia troppo male. Scanzi, aiutalo tu! Se fate i bravi, potete fare qualcosa di utile pure voi. Che so, scrivere i discorsi per Conte e Zingaretti, o spiegargli che è tutto vero, che non è un’esercitazione.

Poi, se proprio non riuscite a cavarvela e avete bisogno di una mano più robusta, fate una telefonata a Mario. È disoccupato, non ditegli che vi mando io; sono sicuro che non vi dice di no.

Auguri!”

Silenzio. Grillo scompare. Gruber si ricompone, Travaglio e Scanzi si fanno la respirazione bocca a bocca.

Tranquilli: arriva il punto di Paolo Pagliaro. Tutto prosegue. Ma prima un minuto di pubblicità.