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Interventi

Lettera aperta a Grillo

Mentre Di Maio è in difficoltà, tu taci. L'Italia ha bisogno di riforme, ma tu taci. Perchè non percorri l'autostrada che hai davanti? 

di Ernesto Trotta |

Con le puntate precedenti - Cronache dal futuro e Il futuro è arrivato? - ci ho scherzato su, è vero, ma era “un po’ per celia, un po’ per non morire”.

Forse confidavo che “un bel dì vedremo”, forse …, ma non è vero che “non mi pesa la lunga attesa”. In effetti ora attendo, come Butterfly, che “uscito dalla folla cittadina, un uomo, un picciol punto s'avvia per la collina. Chi sarà? Chi sarà?”

Uno solo può essere, date le circostanze. Lui, l’Elevato, Grillo Giuseppe detto Beppe, l’Iniziatore. L’altro, Gianroberto, ormai guarda dall’aldilà. E attende. Lui ha tutta l’eternità, beato!

Noi no: abbiamo una fretta fottuta, ché l’Italia sta andando a rotoli, mentre ameni discutiamo di bevande zuccherate, assorbenti, bottiglie e cannucce di plastica. E il mondo, o almeno l’Europa, non esageriamo, ci attende “là, sul ciglio del colle”.

 

Caro Beppe,

stavolta mi rivolgo a te, direttamente, senza ritegno, senza remore, ma non senza speranza.

Hai messo in piedi tutto questo casino, hai dimostrato che chiunque, ma proprio chiunque, purché supportato dalla giusta tecnologia (altro che spaccare computer …!), può arrivare ai massimi livelli di responsabilità istituzionale, usando gli strumenti gentilmente messi a disposizione dalle moderne democrazie (rappresentative!), che comunque come scatole di tonno sono piuttosto resistenti, devi riconoscere.

Abbiamo capito, … spero!

Abbiamo anche capito, te compreso, ne sono certo, che arrivare lì non basta. Perché quando ci sei, con le leve di comando in mano, devi sapere come muoverle (e non sono joystick da videogame!); insomma devi avere idee, un progetto, e questo deve pure essere compatibile con tutto il mondo che hai intorno, ti piaccia o no. E qui è cascato l’asino (l’animale ha una certa diffusione, come sai)!

Prova a destra (con Salvini, che disastro!), poi prova a sinistra (oddio, questi antipatici fanno sul serio!), adesso il momento è catartico, come diceva un tuo collega, qualche annetto fa.

Ci sono tre anni buoni da riempire: 2020, 2021, 2022 (una volta erano gli anni di certi film di fantascienza, e adesso sono qui), prima di arrivare, si spera quasi indenni, alle prossime elezioni.

C’è da eleggere il successore di Mattarella (e non vorremmo che fosse Borghi Aquilini, vero Beppe?).

Tre anni per fare delle cose: non sono pochi. Se ne potrebbero fare delle belle. E tu hai lì ministri e deputati in quantità. Aspettano da te solo un cenno, uno spunto, un’alzata di ciglio, anche una scorreggina, da te accettano tutto.

Non li vedi? Si aggirano spersi, spauriti, incerti, in cerca di un futuro che gli era sembrato luminoso e invece è improvvisamente diventato oscuro. Belle le stanze del potere! Chi ci tornerà più? Aspettano qualcosa, una speranza, un’indicazione, un segno …

Ma tu taci. Brilli per assenza. Ti fai desiderare. Mentre il loro “capo politico” (ma che razza di nome gli hai dato, manco fosse Lenin!) naviga in evidente difficoltà, altro che “la nave bianca” che “entra nel porto e romba il suo saluto”!

Come fai a non vedere l’autostrada che hai davanti? Puoi riscattarti e permettere all’Italia intera di riempire questi tre anni di riforme: pensa, quelle cose che tutti aspettano, per far funzionare meglio la vita di tutti i giorni. Cose semplici: aprire un po’ di cantieri, quelli utili, ce n’è quanti ne vuoi, ridurre davvero un po’ di sprechi e di burocrazia, fare una legge elettorale decente, qualche ritocco importante ed urgente alla Costituzione (vi hanno or ora accontentati con la riduzione dei parlamentari, mostratevi grati!), mettere un po’ d’ordine nel fisco, aiutare l’INPS a non sprecare soldi ...

Capisco che non è la rivoluzione che promettevi in piazza sul canotto una dozzina di anni fa, ma è lo stesso tanta roba. Quelli erano altri tempi!

Pensa, un fantastico contropiede verso quel rompicoglioni di Renzi e verso nonno Zingaretti: tu che li sfidi a fare cose! Se ti dicessero di no, assurgeresti al ruolo del salvatore della Patria, incompreso e ostacolato. E se ti dicono di sì, capita che tutti gli italiani normali ed onesti (sembra incredibile, ma ce n’è!) ve ne sarebbero grati. Per sempre. Forse anche alle prossime elezioni.

La faccio breve, tanto hai capito. C’è gente competente, che sa cosa fare: fidati. E controlla, se vuoi. Dì ai tuoi ex-fantastici ragazzi che diano una mano, hanno solo da guadagnarci.

C’è tutto un popolo che, trepidando, seguirebbe con passione. Vi sosterrebbero e vi aiuterebbero anche nutrite schiere di sardine, quelle che a volte “fanno il pallone”, se “sotto c’è l’ala lunga”.

Alt! Non cambiamo la fonte delle citazioni, se no sai che casino! E poi quelle erano acciughe, un ligure sa la differenza …

Tu comunque pensaci. “Io con sicura fede lo aspetto”.


(Un deferente ringraziamento a Luigi Illica e Giuseppe Giacosa)