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Interventi

Se non ora, quando?

La maggioranza di governo dovrebbe fare gioco di squadra. E pensare alle riforme.

di Ernesto Trotta |

Va be’! Beppe Grillo, l’Elevato, ha parlato e ha dettato la linea al suo “Capo Politico”.

(Quando ero piccolo, ben oltre mezzo secolo fa, si raccoglievano i punti del Club di Topolino e chi aveva pazienza e sagacia scalava una classifica con una precisa gerarchia: si passava da semplice Socio a Consigliere, poi a Ispettore, su su, fino a Governatore con medaglia d’oro, ambitissima massima carica del Club. Quando la raggiunsi e mi arrivò il relativo diploma in simil pergamena, toccai il cielo con un dito: il mio “ego” di bambino, forse già allora un po’ ipertrofico, era molto gratificato… Non so perché vi racconto tutto questo: ci sarà un motivo, fate voi!)

Il “Capo Politico” ha detto sì. Con convinzione ed entusiasmo. Quindi, “democraticamente”, il M5S va avanti con questo assetto di alleanze, cercando il modo di fare cose, possibilmente utili. Bisogna farle, però. E ci va gente che abbia idee e capacità di realizzarle.

Fortunatamente la gente preparata non manca (magari non da loro…), né mancano le idee, prima fra tutte quella di sbloccare le centinaia di opere ferme per motivi sostanzialmente “politici”, ovvero burocrazia, ideologia, ignavia, e mille altre inconfessabili ragioni. I soldi, checché ne dicano i soliti saccenti col sopracciglio inarcato, ci sono.

L’ha proposto (qualche settimana fa, peraltro con il solito tempismo) Matteo Renzi; l’hanno come sempre o ignorato o sbertucciato, ma ora da più parti si fa finta di cadere dal pero e si invocano a gran voce le stesse cose.

Non importa, basta muoversi. Subito, senza indugi. Le condizioni sono favorevolissime: nessuno della maggioranza vuole le elezioni anticipate, l’opposizione è afona (in realtà urlacchia slogan di poco conto e poco senso) e non ha proposte (tranne fomentare la solita paura di tutto e di tutti, che però poi uno ci si abitua …), l’Europa è benevola, la liquidità abbonda (anche l’acqua, a dire il vero…), il denaro ha costi irrisori.

Se non ora, quando?

Il centrosinistra in senso lato può dedicarsi alla costruzione di un progetto riformista pluriennale, comprensivo di indispensabili riforme istituzionali, e puntare alla conclusione della legislatura.

Un anno prima ci saranno le prove generali con l’elezione del successore di Mattarella, elezione che permetterà di valutare la consistenza di uno schieramento riformista che l’anno successivo dovrà contendere alla destra (che difficilmente diventerà moderata…) la maggioranza parlamentare, in un Parlamento più ristretto e si spera anche un po’ più efficace di oggi.

Tutto e solo wishful thinking, pii desideri? Può darsi. Magari verrò smentito da una improvvisa e rovinosa polemica sulla barba di Bonaccini, chissà!

Io continuo a pensare che l’attuale maggioranza potrebbe, dico potrebbe, intelligentemente fare gioco di squadra, segmentando l’elettorato, dal centro alla sinistra, e rimandando al 2022 la definizione degli assetti elettorali.

Difficilmente PD, M5S, Italia Viva, LeU arriveranno così come sono oggi a quel traguardo: chi ha più filo tesserà e una sana competizione “a fare” (e non “a perdere”) potrebbe perfino essere positiva.

Soprattutto bisognerà contrastare la smania solita di sgambettarsi a vicenda e anche le insidie di un sistema informativo (in senso lato), che vive e prospera solo mettendo zizzania, difendendo privilegi e rendite di posizione. Lo abbiamo visto all’opera per anni e lo vediamo ancora adesso: sobillare e provocare, sottintendere e alludere. È uno degli handicap strutturali del nostro Paese: la mancanza di una informazione matura ed affidabile, con idee e proposte, anche schierata, ma aperta e professionale, onesta intellettualmente e non faziosa, con atteggiamenti da ultras da stadio.

L’ho già scritto e non voglio ripetermi: vorrei però che diventasse un argomento di primo piano, ma forse chiedo troppo.

Io continuerò a parlarne, nella speranza di trovare accoliti: partiti, partitini, movimenti, sardine, madamine, intellettuali, retroscenisti pentiti, va bene tutto. Purché ci sia luce, trasparenza, chiarezza. Altrimenti “la democrazia muore nell’oscurità”.