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Interventi

Italia Viva, la nuova preda

Renzi nel mirino dei media. Che mostrano di avere un bassissimo livello di onestà intellettuale. E di remare contro ogni forma di riformismo.  

di Ernesto Trotta |

La caccia. C’è una preda, nuova di zecca, da inseguire, da braccare, da snidare, infine da abbattere.

Il teatrino dei media italiani può tirare un respiro di sollievo: per mesi, forse per anni ancora, ci sarà carne da rodere sull’osso della politica nazionale.

Con una maggioranza di ben quattro soggetti politici le combinazioni di contrasto ipotizzabili diventano un numero molto grande: tutti contro uno, due contro due, uno contro l’altro, uno contro due, due contro uno, ...

Che spasso! Pagine e pagine, byte su byte, ore e ore di trasmissione, virgolettati in quantità (e chi se ne frega se non sono per niente “virgolettabili”, nel senso che nessuno ha mai detto proprio quelle parole? Tanto, chi ci fa caso?)

Interviste all’amico dell’amico, gli “ambienti vicini”, la portinaia della segretaria, i “rumours”, l’eco, il sentito in Transatlantico, i più intimi riferiscono, … e vai così, senza ritegno.

Il pubblico, pagante e non pagante, assetato di scandali e drogato dal cinismo e dal pettegolezzo sanguinoso, non aspetta altro. I social, poi, ingrossano qualsiasi rivoletto, lo trasformano in un travolgente Rio delle Amazzoni, salvo poi scoprire, il più delle volte, che c’è più acqua d’estate nel Sangone (piccolo fiumicello che scorre nei dintorni di Torino).

Ora il nuovo soggetto, parlo di Italia Viva, casomai non fosse chiaro, pare un boccone particolarmente attraente, appetibile, succoso; lascia immaginare un flusso continuo di cose dette e non dette, mezze parole, allusioni, attacchi e difese, ripicche, gli ex, gli ex dell’ex, i neo adepti, i falsi neo, i promessi, i previsti, gente che va, gente che viene, Grand Hotel, tutto un traffico che fa luccicare gli occhi all’avido retroscenista, che già pregusta di accendere un nuovo mutuo sulla nuova casa, più bella e più grande che pria!

Va be’! Ci dovremmo essere abituati, direte Voi, ma la cosa nuova, vuoi mettere, crea aspettative sempre più lubriche …

Adesso il gioco in voga è scommettere quando Renzi farà cadere il governo. Non “se” (questo è certo, è fuori discussione), ma al massimo “quando”.

A nessuno interessa se questa ipotesi sia più o meno ragionevole oppure analizzare per quante e quali cause davvero potrebbe cadere il Governo: la vulgata è questa e basta.

È lui l’assassino, non il maggiordomo.

Come è così e basta la folgorante intuizione dell’azzimatissimo De Angelis (vice dell’austera e severissima Annunziata dell’Huff Post): “Forza Italia Viva”.

C’è da scommettere che sarà un successone, diventerà un tormentone, tutti ripeteranno all’infinito una sintesi così lucida e penetrante. E chi non vuol ripetere, giù dalla torre, tra i dannati, negli inferi dei cacadubbi.

È impari la lotta contro cotanto schieramento: roba da nervi saldi, palle d’acciaio, mente fredda e cuore caldo, ci vuole il solito eroe wagneriano...

Quanto sopra è stato scritto oltre un mese fa, subito dopo la conclusione della Leopolda 10 a Firenze, quando fu ufficialmente lanciato il partito di Italia Viva, la nuova preda.

L’avevo tenuto lì, in sospeso, in attesa di sviluppi, che sapevo per certo non sarebbero mancati. Infatti.

L’eroe wagneriano, il solito, machiavellico, mefistofelico, indecifrabile, sempre sorprendente Pierino della politica italiana, non dava alcun segno di volere rientrare nei ranghi (zitto e buono!). Anzi.

E dai, a chiedere di non toccare l’IVA, di non mettere tasse bizzarre, di sbloccare le opere pubbliche, … che palle! “Sta boicottando il Governo, lo farà cadere quanto prima … Conte stai sereno”

Però, com’è o come non è, l’IVA adesso non si tocca, le tasse bizzarre (auto aziendali, plastica, zucchero, …) rientrano una ad una, tutti che chiedono di sbloccare le opere pubbliche, vuoi vedere che questo insopportabile rompipalle rialza la testa e chissà cosa gli viene in mente ancora. Bisogna intervenire. Presto, bene, in modo efficace. Zac!

E vai con la Fondazione Open, e dopo con la villa, adesso stanno cercando multe per divieto di sosta (ma non le trovano, mica come con la Panda del sindaco Marino!).

Attacchi concentrici, coordinati, giornali e televisioni che si passano le veline delle Procure e pubblicano senza neanche cambiare gli avverbi, danno per perquisiti anche quelli che non hanno ricevuto la Finanza all’alba. Un polverone della madonna dietro al quale, tutti penseranno, qualcosa dovrà pur esserci. O no?

Quello, come al solito, si difende a parte all’attacco: rivendica l’indipendenza della politica, lo spudorato.

“Ma allora è proprio come Berlusconi: l’abbiamo sempre detto, a partire dal patto del Nazareno?”
 Voce fuori campo del trucido Travaglio.

Nessuno osa far notare che il Cavaliere ne aveva combinate di ogni: dai rapporti con lo stalliere Mangano, via Dell’Utri, alle frodi fiscali, per finire con le cene eleganti. Centinaia di processi, finiti quasi tutti con la prescrizione e per le famose leggi “ad personam”. Uno no, però, una condanna per frode che gli costò il seggio al Senato e i lavori socialmente utili.

“Ma non importa, cosa vuoi sottilizzare? Tutto uguale, tutto uguale!” Altre libere voci fuori campo…

Bella la lotta politica in Italia, eh! Non sai mai se è una rissa al coltello nell’angiporto o un campionato di wrestling.

Intanto sullo sfondo volano sedie in Parlamento e partono bordate, accuse di alto tradimento, come se non fosse bastata la solenne figuraccia dei cinquestelle con l’impeachment a Mattarella, roba da seppellirsi per la vergogna, se certa gente sapesse cos’è, la vergogna.

E tutto questo, montato con sapienza e amplificato da media di ogni genere, vecchi e nuovi, che fanno a gara a chi la spara prima e più grossa, dando un’immagine francamente desolante del panorama mediatico italiano.

Sarò monomaniaco, ma io continuo a denunciare il bassissimo livello di onestà intellettuale dei mezzi di informazione che, invece di fare chiarezza, di aiutare i cittadini a dipanare la matassa, la ingarbugliano sempre di più, in un crescendo di rivelazioni, finte rivelazioni, soffiate, fake news, amplificazioni, su ogni tema che appena possa diventare divisivo.

Sia esso Renzi, o il fondo salva-stati, o gli emendamenti alla manovra, o la pioggia, o il crollo di un viadotto.

Tutto va nel tritacarne e serve ad istillare sfiducia, rancore, diffidenza, rabbia, insomma distacco dalle Istituzioni. Ovvero la fonte dell’antipolitica, del populismo, del qualunquismo ed infine del sovranismo.

Chi ci guadagna in tutto questo? Qual è il fine? Dove si va a parare? A me pare chiaro, evidente e lampante come il sole.

Sono i gattopardi, i soliti per cui “tutto cambi purché nulla cambi”. Grande ammuina, gran polverone, e sotto resta tutto come prima.

È questa l’eterna posta in gioco in questo Paese, e non da oggi. Contro il riformismo, contro il progresso civile, contro l’evoluzione democratica, abbiamo visto scatenarsi forze oscure, abbiamo assistito a tragedie, drammi e spesso farse. Abbiamo visto omicidi politici e pure le bombe.

Fra qualche giorno saranno cinquant’anni: il 12 dicembre 1969, nel pomeriggio, a Milano, si aprì ufficialmente, e non s’è ancora chiusa, la stagione della caccia.