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Tutti gli anni che verranno

Perché limitare i buoni propositi solo a un giorno all'anno? Ogni giorno è un nuovo inizio. 

di Ernesto Trotta |

Capisco che non fa fine dirlo a Capodanno, ma in realtà l’anno nuovo comincia ogni giorno e siamo noi che dobbiamo dargli un senso, appunto giorno dopo giorno.

Carpe diem, dicevano i romani. Afferra l’attimo e vivi ogni giorno come se fosse il più importante.

Facile a dirsi, sembrano pensierini da baci Perugina, o quei motti cari ai consulenti di management da tanti euro al giorno.

Però, ci piaccia o no, tutti noi abbiamo un modo di vivere, finché viviamo, tutti noi ci creiamo qualche punto di riferimento, tutti noi abbiamo una qualche direzione, e tutti abbiamo un blues da piangere.

E lo facciamo, sempre, tutti i giorni, immancabilmente, a volte anche inconsciamente.

Ora, è chiaro che è molto più comodo fare buoni proponimenti una volta sola all’anno, e poi passare altri 364 giorni ad arrabattarsi come si può, ma è indubbio che, se i buoni proponimenti fossero più frequenti, forse riusciremmo a pilotare un po’ meglio la nostra vita ed anche quella degli altri, che con noi si relazionano e sui quali abbiamo una qualche influenza.

E allora proviamoci. Se lo facessimo in tanti, ne risulterebbe sicuramente un mondo più cosciente ed equilibrato, anche se con tanti capodanni.

L’anno è una grandezza astronomica assoluta (è un giro della Terra attorno al Sole), ma l’inizio dell’anno lo decidiamo noi. Di astronomico ci sono gli inizi delle stagioni, tutto il resto è frutto delle nostre convenzioni e come tale possiamo gestircelo al meglio.

Per aiutare a fare mente locale posso ricordare che mentre stiamo cazzeggiando del più e del meno la Terra (con noi sopra) viaggia (senza sosta né incertezza) nello spazio intorno al Sole ad oltre 100.000 Km/h, alla faccia di tutti i limiti di velocità. E tralascio le ben più alte velocità tenute dal Sistema Solare rispetto alla Galassia e dalla Galassia stessa rispetto al resto dell’universo. Un’enormità, credetemi.

E noi qui a traccheggiare con spumante e lenticchie, con gli emendamenti al milleproroghe, con i mal di pancia di Fioramonti e le intenzioni di Giuseppe Conte. Più tutta un’altra serie di accidenti più o meno affascinanti, a seconda dei nostri gusti.

Corriamo a rotta di collo, corriamo da milioni di anni, correremo ancora a lungo, mentre noi qui sopra dobbiamo per forza costruirci un futuro, che si spera sia sempre migliore.

Niente paura, sappiamo farlo; lo facciamo da migliaia di anni e continueremo a farlo. Giorno per giorno, ché anche il giorno è grandezza astronomica assoluta. Ma tutto il resto dobbiamo mettercelo noi.

Coraggio. Si può fare. Si deve fare.

Buon anno a tutti, e partite quando vi pare.