Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Intrappolato nella scatoletta di tonno

Di Maio lascia la guida del M5s. Ha scoperto che esistono i nemici interni. Mentre il Paese attende riforme serie. 

di Ernesto Trotta |

La grisaglia non se l’è tolta (per ora!), ma la cravatta sì. È già qualcosa.

Con gesto plateale, forse consigliatogli da qualche sceneggiatore di serie tv, il “capo politico” (ho sempre detto che la carica valeva quella di Governatore del Club di Topolino, che i più anziani certo ricorderanno) non è più “capo politico” di nulla.

A dire il vero, già era il “capo politico” di un quasi nulla, come s’è visto; ora non è più nemmeno quello.

Come dice il Direttore Turani, si torna da mammà.

No, un momento, non proprio. Questo simpatico Renato Carosone giovane è ancora Ministro degli Esteri, e non del Club di Topolino, ma della settima o ottava potenza mondiale, della seconda potenza industriale europea, del Paese con il maggior numero di siti UNESCO al mondo, oltre che culla della civiltà moderna.

E tralascio gli altri non pochi meriti che questo Paese è ancora riuscito a salvare, compresa la Regione meglio amministrata d’Europa ed ora contesa da un pericoloso finto e volgare bontempone, con evidenti tendenze autoritarie e che fa scherzi al citofono col codazzo di media e forza pubblica.

È ancora lunga la strada.

“Sentinella, a che punto è la notte?”

“Viene la mattina, e viene anche la notte.
Se volete interrogare, interrogate pure;
tornate un'altra volta”.

Già, ma facciamo presto, per carità, questo incubo dovrà pure finire.

Apriamo subito i cantieri, sia quelli fisici che quelli intellettuali, apriamo i cervelli, tagliamo al rozzo padano l’erba sotto i piedi.

È tutto un bluff, non ha nulla da proporre, non ha idea di cosa fare, se non prendere il potere e dare sfogo a tutte le ubbie che lui e gli amici suoi hanno coltivato per anni, alcuni nascosti nelle valli bergamasche, altri nelle suburre metropolitane.

Di Maio stranamente non ha incolpato il PD, il partito di Bibbiano, o l’odiato Matteo Renzi, del suo fallimento; ha scoperto che esistono anche i nemici interni, e che sono più pericolosi di quelli esterni.

Mi pare di avere già visto questo film. La scatoletta di tonno si è richiusa e lui è rimasto intrappolato dentro.

Ora bisogna che passi l’ordalia dell’Emilia-Romagna, anche se comunque i media ne troveranno subito un’altra da proporre, siatene certi. La Puglia, la Campania, il sindaco di Imola o l’elezione della Giunta della bocciofila di Viterbo.

Le forze della conservazione nel Paese sono tante ed agguerrite, e faranno di tutto per evitare che qualche riforma seria, magari di straforo, possa andare fino in fondo. Meglio tenere tutti sulla corda, raccontare sempre e comunque l’orlo del baratro, l’apocalisse imminente, un po’ di audience in più è assicurata. E chissenefrega se ci martelliamo da soli gli zebedei. L’importante è evitare di fare sul serio. Ammuina, ammuina, ammuina forever.

“Se volete interrogare, interrogate pure;
tornate un'altra volta”.

Troverete qualcuno che risponde, magari: “Buona notte, e buona fortuna!”