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Interventi

Il maggio italiano

Siamo precipitati nella confusione.

di Ernesto Trotta |

Grande confusione sotto il pallido sole di maggio!
La lunga clausura deve avere annebbiato le menti, gonfiato rancori, fatto perdere prospettive e punti di riferimento. È un bel guaio!
 
A destra sono confusi e dispersi: non sanno chi è il leader tra Salvini (in forte calo di consensi) e Meloni (in rialzo, ma con poca credibilità), Berlusconi sta con un piede dentro e uno fuori perché ha capito che a) i suoi due amici/alleati non sono adatti a governare, b) lui è vecchio e non ha più appeal, c) tutti gli altri sono comprimari di nessuna levatura politica. Infatti, è tornato in auge ed a farsi vedere un vegliardo navigato come Gianni Letta, zio del nipote Enrico “palle-di-acciaio”, che forse è in procinto di tornare da Parigi.
Non hanno un’idea dell’Italia e cercano di cavalcare, come al solito, lo scontento, che non manca mai, specie adesso, barcamenandosi tra sovranismi impossibili (abbiamo un fottuto bisogno dei soldi europei ed è difficile inveire contro chi ci deve aiutare) e populismi inconcludenti.
 
Da persona di sinistra, potrei persino gioire per le difficoltà della destra, ma poi mi giro verso il mio campo teorico e mi viene il magone, anzi mi monta uno stranguglione incontenibile nel vedere la mancanza di visione, di respiro lungo, di prospettiva politica, in un momento che chiederebbe e pure permetterebbe di procedere a riforme epocali, vista l’emergenza del virus unita all’incapacità dell’opposizione (scuola, fisco, burocrazia, infrastrutture, green economy, …).
 
Dei 5 stelle ho già scritto in abbondanza: sono una palla al piede, sono politicamente morti, non esprimono più nulla: si è capito chiaramente che a governare non sono buoni, mentre se fanno i populisti, come è nella loro natura, Salvini e Meloni sono molto più credibili di loro, perché almeno non sono al Governo. Occupano il potere come e peggio della peggiore Democrazia Cristiana d’antan, sono un plotone di 300 deputati di cui si sa ben poco, anche se si intuisce che non avrebbero alcuna voglia di lasciare il Parlamento… I gruppi dirigenti (dirigenti?) sono divisi, diffidano e litigano peggio del PD. I loro Ministri. c’è solo l’imbarazzo della scelta, offrono prestazioni mediocri se non devastanti.
 
Il PD oscilla tra una collaudata ed innegabile capacità amministrativa e spinte populiste che hanno dell’incredibile tanto sono goffe. Il Vicesegretario Andrea Orlando, mica un piccolo dirigente di provincia, manda via dei messaggi sconcertanti, inqualificabili per pressapochismo, inesattezza, autentiche fake news. Definisce “ingenti finanziamenti statali” a FCA un prestito con le banche (private), garantito al 70% dallo Stato, esattamente come previsto dai decreti del Governo, di cui Orlando fa finta di non conoscere il contenuto. Come fa finta di non sapere che quei soldi andranno ad un’Azienda italiana (FCA Italia), con stabilimenti italiani, dipendenti italiani, fornitori italiani e quindi resteranno in Italia.
E nulla conta che la holding di FCA abbia sede in Olanda. È tutto un altro problema (certamente è un problema), ma che non c’entra nulla con la questione contingente. Il cosiddetto “dumpimg fiscale” (concorrenza sleale) operato dall’Olanda fa del male a tutta l’Europa e bisogna contrastarlo appunto in sede europea, ma anche rendendo più appetibili agli stranieri gli investimenti in Italia.
Confusione, solo confusione, per cavalcare il tormentone sempre efficace dei poteri forti che affamano il popolo: roba che sta tra il grillismo delle origini ed il vetero sindacalismo massimalista degli anni ‘80.
 
Per non farci mancare proprio nulla, al baccano si associa anche Carlo Calenda, da parte di quella che vorrebbe essere un’opposizione riformista e razionale, e che invece si dimostra solo una protesta infantile in cerca di facili adesioni. Altro che coscienza critica…! Solo ricerca di like sui social.
 
Alla fine, ironia della sorte, eterogenesi dei fini, serendipity, fate voi, dobbiamo confidare nell’equilibrio di Giuseppe Conte, che non ha alcuna voglia di tornare all’università, ed in una possibile convergenza di intenti con nientemeno che Matteo Renzi, il “nemico” del Governo, il “sabotatore”, la “spina nel fianco”, che però questo Governo l’ha fatto nascere ed ancora continua a condurlo per mano, seppur con qualche strattone.
Appunto, mercoledì 20 ci sarà il voto sulle due mozioni di sfiducia al prode Ministro Bonafede. Non ci vuole molto a mandare tutto a pu…ne. È un attimo.
Io però credo che sia meglio contrattare contropartite operative, come lo sblocco dei cantieri (ora tutti lo invocano) con relativo sfoltimento delle burocrazie, o la riforma del processo penale con prescrizione annessa, o maggiore attenzione per la scuola. Sarebbe molto più utile al Paese che non sfiduciare Bonafede. Il Ministro è francamente indifendibile, come lo era Toninelli, altro eroe simbolo della “perizia” grillina. Cadrà da solo, prima o poi.
 
Intanto avanza la primavera italiana, tornano le rondini, sbocciano i roseti, qualcuno aspetta anche le lucciole, compaiono nelle strade mascherine multicolori oppure “ton sur ton”.
Questo pazzo tempo che ci tocca vivere dovrebbe darci energia e fantasia. Non sprechiamole in futilità. C’è tanto da fare...
 
 
Ernesto Trotta
Torino