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Il silenzio del Parlamento.

di Ernesto Trotta |

C’è un politico, uno solo, che in Senato si è alzato per dire testualmente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Non abbiamo negato i pieni poteri a Matteo Salvini per darli a Lei”, rivendicando la centralità del Parlamento della Repubblica contro ogni pulsione populista.
 
C’è adesso un giornalista, un opinionista, un editorialista, un austero notista, un severo ed inflessibile gestore di talk show, anche uno solo, tra quelli che si stracciano le vesti per la ventilata proroga dello stato di emergenza, che si ricordi il nome di quel politico e soprattutto lo scriva da qualche parte? (Si accettano anche bigliettini anonimi, cartacei, virtuali, vocali, scritti, …)
 
Non c’è in palio nulla, non si vince nulla: solo un attestato di onestà intellettuale con dedica di Gaetano Salvemini (non serve fare finta di averlo studiato, basta consultare Wikipedia).
«Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L'imparzialità è un sogno, la probità è un dovere.»
 
Ernesto Trotta
Torino