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In difesa di Vanessa

Ha deciso d mostrarsi senza veli e con qualche rotondità. Dove è lo scandalo?

di Ernesto Trotta |

Una strana forma di follia si è impossessata del mondo dei media e della cosiddetta pubblica opinione.

Giungo a questa drammatica conclusione poiché da qualche giorno non si fa che parlare delle foto “nature” di Vanessa Incontrada su Vanity Fair come di un caso mediatico degno della massima considerazione. Se ne parlano tutti, e con così tanta partecipazione, ci sarà un motivo, immagino. E qual è questo motivo?

La decisione della bella signora Incontrada di rivendicare il suo diritto di spogliarsi e mostrarsi sulla copertina di una rivista, malgrado il suo corpo (pare!) sfugga ai canoni stringenti in vigore presso i suddetti media e pubblica opinione annessa.

Uno allora guarda la fotografia, pubblicata dappertutto e quindi non eludibile, e trova una splendida signora, non giovanissima ma certamente giovanile, molto ben fotografata e senza alcun dubbio “bella”.

Qui si potrebbe aprire tutto uno sproloquio sulla bellezza, sull’evoluzione dei canoni, sui modi in cui essa può essere percepita o definita, sulle forme di “Olympia” o della donna del “Déjeuner”. Ma non è di quello che mi interessa discutere.

Quello su cui punto l’attenzione è il fatto che il nostro piccolo (in tutti i sensi) mondo dell’informazione trovi notevole, qualcuno dice scandaloso, oppure addirittura provocatorio, che un’avvenente signora osi sfidare il pubblico senso estetico, mostrandosi senza veli e con qualche rotondità, a dispetto di canoni che pretenderebbero, cosa? scheletri? forme asciutte, spigolose e palestrate? silicone in quantità? oppure mega ritocchi con Photoshop?

Ma dov’è la sfida? Dov’è la provocazione, se non nella testa bacata di qualche sedicente opinionista, o di qualche sveglio agente di marketing, che costruisce un caso sul nulla?

Vanessa Incontrada è un fiore di donna. Chi può ragionevolmente contestare il suo diritto di farsi fotografare? E dovrebbe giustificare di avere del grasso superfluo? Non ne ha affatto ma, anche se fosse meno affascinante di come in effetti è, chi si può arrogare il diritto di criticare una libera scelta che non lede i diritti di alcuno né procura scandalo per nessuno?

Ma di cosa stiamo parlando per davvero?

Che mondo è quello dove una signora poco più che quarantenne, in splendida forma fisica, deve sentire il bisogno di “provocare”, di rivendicare il diritto di farsi vedere senza vestiti, dando per scontato che ciò sarà considerato un gesto dirompente o provocatorio? Ma che mondo è?

E se si fosse trattato di un uomo, o di un trans, avremmo cercato la tartaruga addominale o valutato un certo rilassamento della muscolatura?

E quale sarebbe stata la reazione? Indifferenza? Scandalo? Ironia?

Io credo che ognuno abbia facoltà di coltivare i suoi canoni di bellezza, di attrattività, di interesse e confrontarli con quello che vede in giro. Ci mancherebbe. Ma cercare di imporre canoni del tutto arbitrari, al punto da considerare una provocazione la foto di Vanessa Incontrada, a me pare segno di grave mancanza di senso della misura.

O di mancanza o totale disinteresse per altri argomenti su cui puntare l’attenzione. Per carità, mica parlo di Covid o di crisi economica globale. Bastano e avanzano tutti i problemi connessi ad un’organizzazione sociale che ancora oggi, nel 2020, non riesce a dare eguali diritti a tutti i sessi diversi. Né pagare gli stessi stipendi, né dare le stesse opportunità.

E allora discutiamo sul fatto che Vanessa Incontrada mostri un corpo poco palestrato o senza gli stringenti requisiti determinati da sedicenti “trend setter” abituati ai ritocchini, ai ritocconi, al trionfo del fasullo o del costruito ad arte!

Nella nostra vita di tutti i giorni, nelle nostre normali relazioni sociali, quasi tutti ci accettiamo per come siamo, uomini, donne, tutti. Fortunatamente ci giudichiamo su un campione più vasto di valori e non solo sulle tartarughe o sull’altezza degli zigomi o sulla quantità di cellulite.

Non proprio tutti però, se è vero che è sempre più frequente che i giovani chiedono ai genitori come regalo quegli interventi estetici che cercano e trovano nei modelli del mondo finto della comunicazione. O che si riempiono di tatuaggi di più che dubbio gusto. Segno che l’influenza di certi media incide, incide eccome. Tanto da innescare un dibattito perfino sulla foto di una bella donna senza vestiti.

Cosa avrebbe detto, allora, Edouard Manet?