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Serve il Mes

La gravità della situazione non consente ulteriori ritardi.

di Giorgio Cavagnaro |

La situazione relativa al Covid 19, in Italia e nel mondo, sta diventando ogni giorno più critica, ed l’andamento di questo trend non fornisce segnali di un’inversione di tendenza prevedibili in tempi rapidi. Preoccupa soprattutto, e molto, la condizione dei reparti di terapia intensiva, già vicini a uno stato di crisi che assumerebbe (uso il condizionale per non abdicare ad un minimo di pensiero positivo) contorni tragici.

In questo stato di cose, caratterizzato anche dai primi segnali, ampiamente previsti, di ribellione sociale ai provvedimenti restrittivi promulgati dal governo italiano e dalle autorità locali, appare ogni giorno più incomprensibile il perdurante tentennamento del Presidente del Consiglio in merito all’accesso dei fondi europei MES. In nome di che cosa si ritiene di attendere ancora, per sbloccare risorse non utili ma semplicemente indispensabili per affrontare una situazione che appare (ed è) senza vie d’uscita alternative?

Il governo Conte si rivela sempre più chiaramente ostaggio della sua componente maggioritaria, quella legata al Movimento a 5 stelle, il quale si è costantemente messo di traverso all’utilizzo dei MES per motivi che all’opinione pubblica risultano sempre più oscuri. Il Partito Democratico, pur esprimendo a parole la sua opinione favorevole a tale decisione, non sembra aver capito la cruciale importanza del momento, che richiederebbe ben altra risolutezza, dando l’impressione di anteporre alle sorti del paese la sacralità di un’intesa col movimento di Grillo, testata d’angolo di un’alleanza strategica ribadita dal segretario Zingaretti (ma è davvero il segretario a dettare questa linea?) in ogni possibile occasione.

In questo drammatico frangente, credo sia opportuno che Italia Viva, componente minoritaria ma indispensabile della compagine governativa, si assuma il compito di scuotere quest’ultima da un’impasse che ha le caratteristiche del vicolo cieco, ponendo come condizione la sopravvivenza stessa dell’esecutivo, una  rapida decisione sui fondi che consentirebbero (esistono per questa precisa ragione) di far affluire linfa vitale per il potenziamento delle strutture sanitarie italiane e, di conseguenza, salvare vite umane fugando nel contempo lo spettro di un tracollo economico ormai alle porte, nonché di riportare nel Paese un minimo di fiducia nel futuro. La sottovalutazione dei segnali di rivolta sociale visti a Napoli sarebbe un terribile, definitivo errore.