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Al supermercato della politica

Che cosa può fare la sinistra per vincere

di Ernesto Trotta |

Ma qualcuno si ricorderà che c’era (e forse c’è ancora) chi invocava il ritorno alla lira in una notte, l’Italexit, la flat tax, i minibot, chi si opponeva alla vaccinazione dei bambini, chi voleva abrogare del tutto la riforma Fornero (mica solo la fortunatamente temporanea, ma comunque sciagurata, quota 100, che ha mandato in pensione medici e paramedici a profusione proprio nel momento di maggior bisogno!), e poi redditi universali, abolizione della povertà per decreto, per non parlare delle contestazioni a TAV, Terzo Valico, TAP, Gronda di Genova, chi sul ponte ci voleva fare un parco giochi, e robette varie?
 
Avrò sicuramente dimenticato molto altro dello sciocchezzaio grillo leghista, che solo un anno e poco più fa pareva imperante, centrale, nuovo Verbo al quale rendere omaggio, miracoloso programma di sicuro sviluppo per il nostro derelitto paese!
Chi se ne ricorda? Chi ne ha tratto qualche conseguenza? Non è che il COVID abbia cancellato tutto … C’è ancora gente sulla scena che vaneggia intorno a queste follie, politici improbabili ma di successo, a vedere i sondaggi, che cavalcano tigri di cartone, poveri micetti, ma sono ancora accreditati del 45% almeno dell’elettorato.
Sbagliano i sondaggisti o sbagliano i sondaggiati?
“Il popolo non sbaglia mai!” – s’alza un grido dal fondo …
E invece il popolo sbaglia, spesso e volentieri, tocca dirlo senza ipocrisia, tant’è che adesso tutti (anche Berlusconi) tirano un respiro di sollievo per l’uscita di scena (speriamo …, io continuo a pensare che ci vorrà la Guardia Nazionale …) del mutante di Washington.
Sbaglia eccome, e non lo dico per presunzione, ma perché il popolo spesso si fa del male da solo, e non è neanche vero che privilegia i propri interessi. Ma quando mai? Cosa ci guadagnerebbe il 45 e passa percento degli italiani dalla eventuale realizzazione delle mostruose sciocchezze che sopra ho elencato? Il 45 percento , quasi 20 milioni di italiani! Cosa sperano? Va bene gli evasori, va bene quelli del nero, va bene l’economia parallela, ma la casalinga di Voghera, ammesso che faccia parte di quel gruppo, che diavolo ci guadagna?
In realtà è solo abbagliata da discorsi schematici, da messaggi approssimativi, da illusioni montate ad arte, da una comunicazione (mass media, social, persino bocca-orecchio) fallace, faziosa, mistificatoria, fuorviante. Pubblicità, della più bassa lega, profumi da macho o da vamp di borgata, pulivetri, detersivi, …
Non pretendo di possedere alcuna patente di obbiettività, ovviamente, non sono imparziale e lo dichiaro, ma un giudizio di merito sulle follie proposte come rimedio si deve pur darlo. Qui non stiamo parlando di diverse impostazioni culturali per affrontare e risolvere la crisi della nostra società, stiamo discutendo di sciocchezze sesquipedali, indifendibili. Come si può pensare che, per dire, tornare alla lira possa essere vantaggioso per il Paese? O rinunciare alla progressività fiscale? O mandare tutti in pensione a 60 anni? Come si può pensare qualcosa di simile, seriamente?
Infatti, nessuno lo pensa, neanche quelli che lo sostengono. Lo dicono solo perché sono argomenti che colpiscono, “ad effetto”, e l’effetto è gabbare quel 45% di elettori che purtroppo ci cascano, e così prendere il potere.
 
Mi rendo conto di essere schematico , ma non possiamo esimerci dalla constatazione che purtroppo la politica nel mondo, non solo da noi, sta diventando una lotta impari tra chi pretenderebbe di fare programmi seri, fattibili, realistici, non importa se più di destra o di sinistra, e chi invece prescinde del tutto dai contenuti e punta solo sull’”effetto” comunicativo, sull’impressione, su un nuovo tipo di ideologia che fa leva esclusivamente su sentimenti di rivalsa, di scontento, di rabbia, di emarginazione. Solo così si spiega il successo che questa impostazione ottiene. E rende molto difficile batterla, come si è appena visto in USA. Perché non basta proporre cose razionali, sensate, fattibili, no, bisognerebbe condirle con immaginifiche visioni per renderle attraenti e desiderabili come un deodorante.
Ma come si fa? Quali tasti bisogna toccare? Quale sogno bisogna proporre per avere il seguito di chi vede tutto in bianco e nero, senza grigi, e figuriamoci i colori …!
Compito ingrato, compito complicato, “vaste programme”, avrebbe detto il Generale De Gaulle! “Eppur bisogna andare …”
 
Si ha un bel cercare di elaborare, prevedere, di anticipare: ma avere ragione DOPO non serve a granché; serve essere nel giusto al momento giusto, avere visto prima i problemi non serve, se non si riesce a trasformare la visione in un programma operativo, in messaggi comprensibili e condivisibili da larghi strati della popolazione. L’avanguardia, senza uno stabile collegamento con il grosso della forza, finisce per perdersi e subire rovesci. Tocca essere là dove serve, quando serve, e fare quello che serve. Una sinistra con l’ambizione di governare e cambiare il mondo deve essere capace di fare questo; altrimenti lo fa qualcun altro, coi suoi metodi, i suoi linguaggi, le sue illusioni, e noi si resta a guardare, al massimo imprecando contro il fato carogna o l’oscurantismo.
È meglio accendere una candela che imprecare contro il buio.
 
 
E. Trotta
Torino