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La trappola dei Paradisi

Nascondere i grandi patrimoni al fisco è un lavoro da professionisti e mai del tutto sicuro. I capitali da occultare sono come i latitanti: non possono stare a lungo nello stesso posto.

di GIUSEPPE TURANI |

Non appena hanno messo insieme due soldi, o qualche miliardo, corrono a cercare il Paradiso in terra. Paradiso fiscale, nel loro caso. Nel corso di questi anni i molto ricchi dovrebbero aver imparato che niente è veramente al sicuro. Nemmeno i segreti della Cia o del Pentagono. Figurarsi i loro. Nell’era elettronica basta un impiegato infedele che copia un po’ di file, e uno si ritrova sulle prime pagine di tutti i giornali, con accanto al proprio nome il totale della cifra occultata.

Insomma, non esistono modi per nascondere i propri soldi. O, meglio, esistono, ma si tratta allora di un lavoro da veri professionisti, faticosissimo. In genere bisogna andare in Oriente, meglio qualche isoletta sperduta, mettere lì il malloppo e poi, ogni tre-quattro mesi, spostare il tutto, cambiando anche continente.

I capitali da occultare, insomma, sono come i latitanti: non possono stare a lungo nello stesso posto. Devono muoversi, continuamente.

Ma i nuovi ricchi (si chiamino Putin o ragionier Bartezzaghi) un po’ sono pigri e un po’ hanno altro da fare (governare il mondo o occuparsi della propria amante). Da qui la ricerca del Paradiso, di un luogo sicuro in cui depositare il malloppo per poi potersi godere la vita in pace. Tutte le volte che fanno questa scelta “facile” (Svizzera o Panama) vengono regolarmente scoperti e finiscono sui giornali, e devono dare spiegazioni.

Ma perché allora non mettono questi soldi nella banca sotto casa e poi se ne vanno al mare, comunque felici di essere molto ricchi? Per una serie di ragioni. La prima, psicologica, ma anche concreta, è che il ricco vive con l’incubo perenne che lo Stato gli voglia portare via tutto. Così tenta di nascondere i suoi soldi, esattamente come fanno i bambini con i giocattoli. In realtà, lo Stato qualche volta ci prova e capita che ci siano tasse molto alte da pagare. Altre volte, c’è anche la circostanza che i soldi in questione siano stati mal guadagnati (tangenti, truffe, imbrogli): in questo caso è ovvio che vadano nascosti.

I soldi, insomma, quando sono davvero tanti, sono un problema serio, quasi senza soluzioni. Se non ti beccano a Panama, magari te li ha fregati il tuo commercialista di fiducia. O, se in parte li hai su conti intestati alla moglie, ti scappa la moglie con il maestro di tennis.

L’ideale, sotto questo punto di vista, sarebbe essere poveri. Ma non piace a nessuno.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 5 aprile 2016)