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Mappa dei poteri forti

Nella vana caccia al complotto mondiale si punta il dito contro organizzazioni tipo Bilderberg o Trilateral, pacifici ritrovi di vecchi signori un po' acciaccati. 
(Nella foto: David Rockefeller)

di Giuseppe Turani |

Poteri forti. Che bella espressione. Con due sole parole si evoca tutto un mondo. Signori in cilindro e sigaro avana che decidono le sorti del mondo (o, almeno, dell’Italia). Naturalmente di sera, dopo il pranzo in qualche club con legni scuri alle pareti,  poltrone in pelle, camerieri silenziosi e whisky invecchiato almeno dodici anni.

Tutta roba buona per un film, naturalmente. E con un rapporto con la realtà pari a zero.

Si può cominciare, giusto per sorridere un po’, con il primo nome che viene sempre evocato: quello dei Rockefeller, ricchissima famiglia americana. Veri stregoni del male. Ebbene, si dimentica una cosa. Il fondatore della dinastia è stato l’uomo più odiato d’America (e con ragione). Al punto che nella seconda parte della sua vita ha speso cifre colossali in beneficienza sperando di farsi volere un po’ bene dai suoi concittadini. Ma non c’è mai riuscito. E’ sempre rimasto un signore molto detestato.

Gli eredi, tutto sommato, si portano dietro la stessa fama. E infatti anche loro sono impegnati in svariate opere di beneficienza, sempre con l’obiettivo di togliere un po’ di odio dal loro nome. Non ci sono riusciti. Quando uno pensa a un potente che governa il mondo, il primo nome che viene in mente è appunto Rockefeller. I quali in realtà non governano niente e mai hanno governato qualcosa, che non fosse il proprio immenso patrimonio.

Ma, si dice, stanno dietro alla nascita del Bilderberg e della Trilateral. Sul primo non c’è molto da dire. Trattasi di consesso di anziani signori, quasi tutti acciaccati, che si ritrovano a fare discorsi che farebbero addormentare chiunque. Sono così di destra, e tramatori, che è stato loro presidente anche Etienne Davignon, un visconte belga, da annoverare fra gli uomini politici meno influenti di tutta Europa. Stessa cosa per il principe Bernardo d’Olanda. Se si scorre l’intero elenco dei presidenti del Bilderberg si trova questa caratteristica: è tutta gente che non conta niente, in politica.

E non hanno nemmeno tanti soldi da provocare terremoti  finanziari. In questo è molto più bravo l’ex-profugo ungherese George Soros, che da solo anni fa ha affondato lira e sterlina.

Insomma, materiale per i creduloni.

Allora c’è la Trilateral. In effetti gente un po’ più giovane (tipo Lilli Gruber e Monica Maggioni). Ma è  difficile vedere queste due ragazze nell’atto di complottare contro il mondo. Della Trilateral si ricorda uno dei più grandi insuccessi politici mondiali. A un certo punto un loro socio, Jimmy Carter, è stato eletto presidente degli Stati Uniti: ecco la grande manovra, il complotto. Carter è stato un tale disastro che quando si presentò per il secondo mandato, l’attore Ronald Reagan lo distrusse. Dopo di che è tornato a mettere arachidi in scatola. E, poiché è una brava persona, ogni tanto viene utilizzato in missioni di pace e umanitarie.

Rimarrebbe l’NWO, New World Order. In realtà si tratta di una setta di poveri satanisti, semi-dementi, che vanno in giro per il mondo sognando impossibili colpi di Stato in paesi periferici per instaurare appunto il nuovo ordine di satana. Non risulta, finora, che abbiano mai conquistato qualcosa: stanno su Internet dove lanciano proclami terribili. Ma nessuno se li fila.

In realtà, un potere forte nel mondo c’è, forse l’unico. Si tratta della riunione annuale e mondiale di Jackson Hole, in Wyoming. Ci si vede in autunno e vi partecipano tutti i grandi banchieri centrali di tutto il mondo, insomma le Yellen e i Draghi. Le Gruber e le Maggioni sono rigorosamente escluse. Quelli riuniti nel resort di montagna dello Wyoming hanno potere sul serio. Con una decisione potrebbero rovinare il mondo. Però non lo fanno: anzi, sono stati scelti dai rispettivi Stati per salvare, eventualmente, il mondo, cosa che hanno già fatto più volte.

E qui si può terminare.

Poi ci sarebbero i poteri forti italiani, ma questa è tutta una storia da ridere. Alla prossima puntata.