Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Alla ricerca dello slancio perduto

L'economia si muove, ma piano. Nessuna nuova iniziativa importante. Perché?

di GIUSEPPE TURANI |

Si discute se il governo abbia perso o no spinta nelle cose economiche. La risposta è positiva, nel senso che, proclami a parte, nuove iniziative in materia economica non ci sono. La nostra crescita viaggia sempre su livelli molto bassi (grosso modo 1 per cento), ma non vengono messi in campo nuovi provvedimenti.

Una ragione, se si vuole, c’è però e è anche abbastanza grossa. Qualunque iniziativa oggi si prenda (sulla pubblica amministrazione o sulla concorrenza) finirebbe per provocare divisione e irritazione in mezzo alla gente.

E il governo invece non vuole niente del genere. Non tanto per quieto vivere, ma perché nei prossimi mesi si deciderà se può stare ancora in piedi o se dovrà levare le tende, lasciandosi alle spalle una configurazione politica a dir poco caotica. E quindi un paese di fatto ingovernabile.

Il primo appuntamento è quello con le amministrative in alcuni comuni. L’obiettivo degli avversari (e anche della minoranza interna al Pd) è che Renzi perda ovunque: Milano, Roma, Napoli, Torino. Nella testa dei residui esponenti della “ditta” questo sarebbe sufficiente per chiedere, dopo il voto, l’allontanamento di Renzi e la riconsegna nelle loro mani del partito. Si tratta naturalmente di un delirio a occhi aperti.

La situazione è difficile da sempre in tutte e quattro le città. Renzi ha fatto il miracolo di  trovare candidati presentabili anche dove si pensava che non ci fosse niente (vedi Milano e Roma). Di più non poteva fare. Ma gli si è scatenata contro l’ira della sinistra interna, cioè degli avanzi della vecchia ditta. E tutto si è complicato.

Il governo, comunque, credo che sia in grado di  andare avanti persino nel caso di sconfitta in tutte queste città (cosa che non avverrà). Anche perché, saggiamente, non  ha legato la propria sorte a questi esiti elettorali locali.

Interessante, invece, sarà la sorte di Roma (dove si vede il ruolo chiaramente “controrivoluzionario, si sarebbe detto) della sinistra dem. A Roma con un Pd unito e combattivo dietro al nome di Giacchetti esisteva (e esiste) la possibilità di battere i 5 stelle, proprio là dove sono sicurissimi di vincere.

E un’eventuale sconfitta a Roma dei 5 stelle in questa situazione di incertezza sarebbe un evento “rivoluzionario”, che potrebbe innescare la dissoluzione del movimento, contribuendo non poco a semplificare la vita politica italiana rendendola più gestibile.

Invece, la sinistra dem, per il banale gusto di contarsi, per vedere se possono contare sul 2 piuttosto che sul 2,1 di consensi, rischia di  far saltare tutto ciò. Un’altra prova che che la sinistra dem non sa fare politica. Forse non ne capisce proprio niente.

Si vedrà come andrà a finire. Non rimane che aspettareil risultato delle urne.

La battaglia grossa sarà quella di ottobre sul referendum. In questo caso è stato lo stesso Renzi a mettere in gioco il governo e la sua stessa presenza nella politica italiana.

Naturalmente, le opposizioni sono convinte di vincere a manbassa. Ma probabilmente si sbagliano perché leggono groppi sondaggi fatti in casa.

Rimane il fatto che nell’appena passato referendum sulle trivelle, tutte le opposizioni unite sono arrivate a stento al 30 per cento (quota che nei sondaggi dovrebbe raggiungere il m5s da solo). Qualcosa non torna. Qualcuno sta spacciando carte e numeri falsi.

Sono mesi che ci vengono propinate percentuali da capogiro relative a 5 stelle e a Lega, ma poi alla prima votazione, tutti questi consensi scompaiono.

In conclusione, non penso che fino a ottobre ci siano provvedimenti molto forti e incisivi in economia, per le ragioni appena dette. Il governo sta lottando per la sua stessa sopravvivenza e per conservare all’Italia un sistema politico decente.

E quindi, realisticamente, il paese scivolerà  verso l’1 per cento di crescita, poco. Anche se va detto che Renzi, probabilmente, arriverà a ottobre potendo dire che con lui l’Italia è stata tre anni di fila in crescita, contro i disastri precedenti. E questo qualcosa dovrebbe contare.