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Pedrollo, così vince il made in Italy

Leader mondiale nelle elettropompe per la movimentazione dell'acqua, ha fatto dell'impegno sociale una priorità.

di Caterina Dosi |

Dalla sua fondazione, che risale a 40 anni fa, non c’è mai stato un licenziamento. Tutti gli utili generati dall’attività sono stati reinvestiti in ricerca e sviluppo e l’impegno sociale resta una delle priorità aziendali. Pedrollo Spa non è un’azienda qualsiasi, ma un modello virtuoso di efficienza e lungimiranza.

Fondata nel 1974 dal Cavaliere del Lavoro Silvano Pedrollo – che è presidente della società affiancato dai figli Giulio e Alessandra nel ruolo di amministratori delegati – Pedrollo è una delle maggiori aziende metalmeccaniche del Triveneto, riconosciuta tra i leader mondiali nella produzione di elettropompe per la movimentazione dell’acqua per uso agricolo, civile e industriale.

Il gruppo ha una vocazione globale, ma ha scelto di mantenere il cuore dell’azienda interamente in Italia. Anche se esporta il 90 per cento del prodotto in oltre 160 paesi, progettazione e produzione restano infatti a San Bonifacio, nei pressi di Verona, dove gli stabilimenti sono un vero e proprio distretto di oltre 100 mila metri quadrati. Il fatturato dell’azienda, che può contare su sette filiali dirette nel mondo, supera i 150 milioni con 450 addetti. Con cinque aziende che fanno capo alla Pedrollo, il gruppo conta nel complesso 600 persone e ricavi per 200 milioni.

La Pedrollo produce – in impianti a elevata automazione – 2,5 milioni di elettropompe l’anno, suddivise tra sommerse, sommergibili e di superficie. Si tratta di prodotti dal contenuto innovativo e tecnologico all’avanguardia al punto che le elettropompe Pedrollo vengono considerate uno standard per qualità, affidabilità e soluzioni tecniche avanzate. La elettropompa PK m60, che è il prodotto “storico” di Pedrollo e la più venduta, è ad esempio anche la più “contraffatta”. Secondo quanto affermato di recente da Silvano Pedrollo: «Grazie a un’innovazione continua e tempi ridottissimi tra la progettazione e il mercato, riteniamo che la nostra offerta sia un punto di riferimento e rappresenti spesso lo standard del settore. Purtroppo lo sanno anche i produttori di pompe false: siamo bersagliati da una contraffazione che ci costa il 40 per cento del fatturato annuo».


(nella foto: Silvano Pedrollo, fondatore e presidente della società, con la figlia Alessandra, amministratore delegato insieme al fratelloGiulio)

Certificazioni e controlli garantiscono costantemente competitività e qualità. D’altronde l’azienda reinveste in Ricerca e Sviluppo tutti gli utili generati dall’attività: una scelta che ha assicurato nel tempo l’adozione di soluzioni originali sia in campo meccanico che nell’elettronica e nel design. Il gruppo detiene un importante patrimonio intellettuale di creatività, tecnologia e design, che necessita di adeguata tutela. Sono infatti oltre 150 i brevetti nazionali e internazionale che fanno capo all’azienda e che le hanno permesso di continuare a crescere facendo in modo che in 40 anni di attività non ci sia mai stato un licenziamento né un solo giorno di cassa integrazione.

L’innovazione fa parte del Dna del gruppo fin dalla sua fondazione e non riguarda solo la produzione in senso stretto ma abbraccia anche tutto l’ambiente aziendale: dalla formazione all’automazione, dalla logistica alla commercializzazione. Non solo. Altrettanto importanti per Pedrollo sono anche l’impegno sociale oltre che l’etica e il rispetto nella convinzione che non vi è crescita senza condivisone delle risorse. Di qui le numerose iniziative di responsabilità sociale e un’attività costante per la cultura, l’istruzione, la salute e l’ambiente, attivate sia nel territorio locale che nei Paesi in via di sviluppo. Con il Progetto Acqua, ad esempio, Pedrollo ha fatto “fiorire il deserto” portando in Africa 1200 pozzi in grado di dissetare più di due milioni di persone.

Insomma, l’innovazione come motore della competizione ma anche come energia per lo sviluppo. «I veri fattori di crescita, sia per il sistema economico che per la società, sono l’innovazione e il senso di responsabilità. L’innovazione – ha commentato Silvano Pedrollo in occasione del ricevimento dall’Università di Padova della Laurea magistrale ad honorem in Ingegneria dell’innovazione del prodotto – non è un problema soltanto degli imprenditori e delle aziende: deve riguardare anche politica e istituzioni, società civile e comunità locali, scuola e Università. Non bisogna cambiare il mondo, ma cambiare noi stessi, le aziende e il modo di produrre, per mettere la tecnologia al servizio dello sviluppo e poter guardare al futuro senza averne timore».