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Una ragazza albanese scrive a Salvini

Una lettera aperta straordinaria, toccante, commovente, giusta. 

di Sonila Alushi |

"L’Albania si è mostrata solidale a questo Paese non a lei Signor Ministro. L’Albania è un popolo di migranti, è un popolo generoso e ospitale nonostante ancora povero. E soprattutto l’Albania non dimentica di essere stata aiutata dai suoi vicini italiani, ma non dimentica anche le sue dichiarazioni disprezzanti come questa nella foto. O le becere frasi dei suoi seguaci scritte nei muri della Lombardia come ad esempio: “Albanesi tutti appesi!” Oh no, noi non dimentichiamo la dichiarazione della vostra deputata (ai tempi Lega Nord) e allora Presidente della Camera, Irene Pivetti, che senza il minimo pudore e sensibilità, disse che gli albanesi ANDAVANO BUTTATI A MARE! E a mare ci finimmo davvero pochi giorni dopo: si chiamava Katër i Radës quella piccola nave affondata a Otranto. Ci morirono 81 di noi tra bambini, donne, uomini giovani e vecchi. Chiamarono quel naufragio “La Tragedia del Venerdì Santo” (28 Marzo 1997). Piangemmo quei morti da nord a sud e un intero Paese si vestì di nero. Ma poi i barconi ripartirono, era questione di sopravvivenza e lei lo sa bene anche se fa finta di non sapere. Lei fa finta di non capire perché la gente lascia casa e rischia la vita in mare. Lei fa finta Ministro, fa finta su molte cose, anche sul fatto che il più grande problema di questo Paese, a sentir lei, sembra siano gli immigrati. Non abbiamo avuto il tempo di asciugarci le lacrime per i morti di Genova e Civita, che ecco che arriva lei con le sue crudeli decisioni per farci piangere e vergognare di altre vittime! Non siamo riusciti a consumare qualche giorno di lutto per quelle perdite e capirci qualcosa sulle responsabilità di quel crollo, che ecco che rispuntano le sue lagne puntando il dito solo verso gli immigrati! Per non parlare della fuga dei capitali, della disoccupazione, della Mafia, del degrado sociale, della povertà in crescita, ecc. Tutto in ombra! 
Oggi dice nei suoi comizi, quelli dove i suoi fan si divertono con il suo triste sarcasmo, che l’Albania si è comportata meglio della Francia!! Suvvia Ministro, sappiamo bene che la Francia non si farà il minimo problema per questo suo ridicolo paragone. E sappiamo bene anche come la pensa su di noi: fosse stato per lei e i suoi, noi albanesi non saremmo stati accolti allora e non saremmo ben accettati nemmeno oggi. 
L’Albania, posizionandosi al fianco dell’Italia, si è dimostrata riconoscente e generosa perché questo Paese se lo merita e questo Paese non è rappresentato solo da lei. 
Non usi questo bel gesto a suo favore personale, non ci tratti da stupidi. Grazie!"


Chi è Sonila

Sonila Alushi è nata in Albania nel 1979. Ha lasciato il suo Paese in seguito al colpo di Stato del 1997 perché non vedeva prospettive per il suo futuro nell'Albania di quegli anni. Così all’età di 19 anni si trasferisce da un suo zio, a Bergamo dove decide di iscriversi all’Università di Bergamo, facoltà di Lingue e Letteratura Straniere. Durante gli studi Sonila ha svolto diverse occupazioni: la cameriera, la commessa e la responsabile di un negozio di alimentari e gastronomia. A Bergamo ha conosciuto e sposato un giovane connazionale da cui ha avuto due figli.

Sonila sognava di diventare giornalista ma non ha potuto realizzare i suoi progetti. Oggi però scrive per hobby su un portale web “Albania News”.

Nel 2005 inizia con suo marito a fare le pulizie nei palazzi. Nonostante le varie difficoltà incontrate, anche per motivi di razzismo, ora lei e suo marito gestiscono tre aziende, una di servizi (pulizie, giardini, disinfestazioni) e due edili. Danno lavoro a 11 persone quasi tutte albanesi.

Sonila proviene dalla Ciamuria, un’area albanese annessa alla Grecia, dove vi è ancora la casa dei suoi nonni e le loro terre che hanno dovuto abbandonare. A Tirana vive ancora la nonna, alla quale è molto legata, testimone e vittima della migrazione forzata dalla Ciamuria. Mentre a Valona vivono alcuni suoi zii. Tra le varie attività è impegnata anche nel sociale. Per cinque anni Sonila ha fatto parte di un’associazione che accoglieva i suoi connazionali in Lombardia.