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Grillini, l'inizio della fine

In Abruzzo persi metà dei voti: il "non fare" non piace.

di Giuseppe Turani |

L’Italia è un paese di ricchezza infinita, e quindi può essere depredato e impoverito all’infinito. L’ultima novità (di ambiente Lega, va detto) è quella di evitare aumenti di tasse (inevitabili) attraverso la vendita dell’oro della Banca d’Italia. Anzi, giusto perché si capisca che aria tira viene depositata una legge con la quale l’oro detenuto da Bankitalia viene trasferito direttamente allo Stato.

Naturalmente, come molte delle cose pensate da questi idioti, si tratta di una cretinata. Esistono accordi internazionali per i quali l’oro” pubblico” può essere ceduto solo in piccole quantità. Misura ovvia per non abbatterne il prezzo.

Dopo ci potrà essere il prelievo forzo dai conti pubblici, la tassa sul celibato e qualche altra scemenza.

In questo panorama sconfortante (dove non si vede ombra di misure anticrisi) l’unico dato positivo sembra essere il crollo in Abruzzo dei 5 stelle. Mica roba da poco: si sono dimezzati. Il “ragazzo Durban’s” continua a girare per le tv e a sorridere, ma intanto prende una botta da dimissioni immediate.

L’entrata in scena di quell’altro idiota politico del Dibba non è servito a niente. Anzi.

A questo punto per i 5 stelle si pongono vari problemi. È evidente che buona parte delle loro misure e dei loro No a tutto non piacciono. D’altra parte, sono prigionieri delle cose che essi stessi hanno predicato.

Salvini, che probabilmente è anche più razzista, si presenta almeno anche come l’uomo del fare e raccoglie consensi. I 5 stelle invece sono per il nulla, e perdono metà dei consensi. Se proseguono così (in realtà possono solo peggiorare) rischiano di sparire in fretta. Già oggi ci sono almeno 150 deputati grillini con la certezza che non saranno mai più rieletti: meglio vendersi subito (quando c’è ancora qualcosa da vendere) che quando tutto sarà finito. Ne vedremo delle belle.

Di Maio, cioè, avrà seri problemi a tenere insieme il suo stesso gruppo parlamentare: le barche che stanno affondando sono sempre difficili da governare, e il “capo politico” non è un genio.

Il Pd, con alleanze molto larghe, arriva al 30 per cento: e questa è una buona strada. Se non altro ci dice che l’Italia non è tutta grillina o leghista. Ci sono spazi per un’iniziativa politica. Basta non fare i populisti (tentazione ricorrente nel Pd) e non sognare alleanze con dei prossimi naufraghi, cioè i 5 stelle.

Tutto questo arriva dall’Abruzzo. Adesso aspettiamo conferme dalle altre elezioni.