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Il piano segreto di Salvini

Vuole governare da solo, via i 5 stelle e via Berlusconi.

di Giuseppe Turani |

Il folle, ma lucido, disegno di Matteo Salvini va avanti, anche se lui non lo ammetterà mai. Quale sia il suo progetto è presto detto: governare da solo, liberandosi della tutela di Silvio Berlusconi (quindi del Ppe che sta alle sue spalle). Ogni tanto nega che l’idea si questa, ma solo perché non è ancora arrivato il momento di scoprire le carte.

Il suo ragionamento è molto semplice. I 5 stelle, suoi alleati di governo, sono ormai una sorta di vuoto a perdere, una specie di scatolone dove lui può infilare le mani e tirare fuori quello che vuole. Di Maio lo ha capito e cerca di resistere, ma sbaglia quasi tutte le mosse: sta cercando di trasformare il Movimento in un partito e tiene duro su cose che alla gente non piacciono (no Tav, chiusure domenicali, reddito di cittadinanza, ecc.). Più Di Maio insiste sui suoi punti programmatici, più si allontana dalla gente e lascia spazio a Salvini.

Inoltre, Di Maio sta proprio esso male come rappresentanza di governo, visto che lo stesso Grillo si è lamentato per la scarsa qualità dei ministri a 5 stelle. D’altra parte, la colpa è dello stesso Grillo: una selezione basata su dei clic (a volte anche meno di 50) che cosa voleva che producesse?

Nella vecchia politica c’erano percorsi lunghi (consigliere comunale, provinciale, regionale, deputato). I 5 stelle invece hanno inventato la direttissima: dalla cassa del bar al ministero. Una cosa mai vista in alcuna democrazia e che infatti sta producendo quasi solo cretini e cretinate.

La Lega è un po’ più attrezzata, un po’ più vecchio stile, e quindi se la cava meglio, anche se poi non ha prodotto una rappresentanza parlamentare e ministeriale di grande qualità.

Oggi, però, Salvini è convinto di poter fare dei 5 stelle quello che vuole (e non sbaglia di molto) e di poter andare a palazzo Chigi anche senza Berlusconi. Non solo: prima vorrebbe un’autonomia ancora più larga per Veneto e Lombardia, le sue roccaforti. Insomma, vorrebbe avere due repubblichette alle spalle. Un matto.

Questa convinzione gli deriva da un’osservazione. È convinto che l’immigrazione, via barconi, non si fermerà mai e avendo lui scelto come linea di battaglia l’opposizione a qualunque tipo di immigrazione, è sicuro di essere a posto per i prossimi due o tre decenni. L’Africa continuerà a mandarci gente e qui ci sarà lui che li manda indietro o, almeno, che cerca di fermarli. Mai la politica è stata più semplice.

Dove sbaglia Salvini? Nel non capire che l’Italia non è solo tentativi di immigrazione. Il paese va amministrato, gestito, servono idee sul suo futuro. E qui siamo a quota zero. Le poche e scarse idee che circolano in area Salvini sono quasi più modeste e sgangherate di quelle dei 5 stelle. D’altra parte, i suoi consiglieri sono due (Bagnai e Borghi Aquilini) che da anni vanno predicando che tutto si risolve uscendo dall’euro e dall’Europa, una bufala alla quale probabilmente non crede più nemmeno lo stesso Salvini.

Ma qualcosa si muove anche in Padania. Berlusconi, prima o poi si accorgerà che Salvini lo sta prendendo in giro. E i due fondatori della Lega (Bossi e Maroni) cominciano a dire che questa Lega non è quello che avevano pensato e il sovranismo non è mai stato nei loro progetti.

Forse non tutto è in discesa per Matteo Savini.