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Le sbandate gialloverdi

Fatti fuori Di Battista e il fondatore Grillo. Il potere a Di Maio e Casaleggio, due menti confuse.

di Giuseppe Turani |

Ormai i 5 stelle sono come un camion con tre ruote bucate. Sono talmente malconci che si apprestano a essere superati persino dal vecchio Pd di Zingaretti, una formazione politica che non entusiasma nessuno. Stanno per diventare il terzo partito italiano, probabilmente sotto il 20 per cento (o il 15), dopo la Lega e il Pd.

Ma questo sarebbe ancora il meno.

Il vero problema è che sono confusi, procedono a caso. Ad esempio, avevano richiamato in servizio Di Battista per scatenarlo contro Salvini: ma l’hanno messo rapidamente alla porta. La stessa cosa hanno fatto con il fondatore, Beppe Grillo, relegato nel ruolo di garante. Fondatori del Movimento, adesso, risultano essere Davide Casaleggio (erede del padre) e Luigi Di Maio, l’uomo in Lebole venuto dallo stadio San Paolo di Napoli.

Tutti e due capiscono poco di politica, e infatti Salvini (che non è un genio) se li mangia tre volte al giorno.

Poi ci sono quelli di contorno. Sulle tv impazza in queste ore Barbara Lezzi, che giura che la Tav non si farà mai perché fa parte della loro identità il bloccarla. La stessa cosa, qualche mese fa, aveva detto a proposito della Tap in Puglia, la sua regione, ma la stanno facendo. Insomma, credibilità zero.

In ogni caso, essere contro la Tav significa essere contro quasi tutto il mondo: imprenditori, lavoratori, associazioni imprenditoriali, Europa. Solo dei fanatici ci possono provare.

Ma loro questo sono. Vogliono chiudere i negozi di domenica, controllare come la gente spende i pochi spiccioli del reddito di cittadinanza e che cosa compra. Avevano promesso che avrebbero assunto dieci mila navigator per trovare un posto di lavoro a quelli che prendono il reddito di cittadinanza. Ma le Regioni ne hanno concessi solo tre mila.

Intanto, l’estate finirà e arriverà l’autunno. Già oggi, sulla base di quello che si sa e dei conti che sono stati fatti, servirà una manovra da 50 miliardi, probabilmente un record assoluto.

Non solo: grazie alla quota 100 del loro socio Salvini, si stima che nel giro di qualche anno un milione di persone lascerà l’impiego e comincerà a incassare la pensione. Mancheranno medici, infermieri, dipendenti pubblici.

La corsa verso il caos è in pieno svolgimento.