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Il futuro di Renzi

Se c'è un leader, è lui.

di Giuseppe Turani |

Secondo alcuni la colombina, la fortuna, di Matteo Renzi sarebbe già passata. E quindi non più ruoli da grande protagonista, ma soltanto da senatore brillante e affabulatore.

Altri, i fan, sostengono che invece, gira e rigira, oggi il Pd ha ancora un solo leader vero, carismatico. Il resto sono un po’ grigi funzionari, senza scatti e senza glamour. Con la faccia devastata dall’assenza di vizi, ma anche dall’assenza di qualità.

Difficile di questi tempi prevedere il futuro di una persona. E allora cominciamo a dire, in breve, che cosa è stato Matteo Renzi:

1- Il primo a farci immaginare una sinistra liberal-democratica, libera finalmente dalla sue eredità ottocentesche.

2- L’uomo che ha fatto un governo dei mille giorni con gente nuova, ma più che presentabile e che infatti non hanno per niente sfigurato. Parlavano italiano, conoscevano la Costituzione, erano rispettosi dei diritti acquisiti da questa società. Anzi, ne hanno introdotti di nuovi e importanti.

3- Renzi, infine, è stato il politico del Pd che non ceduto nemmeno un secondo al fascino ambiguo dei 5 stelle. Li ha sempre definiti come dei cialtroni incompetenti e ha sempre escluso ogni possibile alleanza con loro. Quando gli è sembrato opportuno, ha anche forzato la mano al Pd per impedire che il dialogo con in grillini avesse anche solo inizio.

Basterebbero queste tre cose per assegnare un ruolo nella nostra storia recente a Matteo Renzi.

Ma è probabile che la parte più interessante sia ancora tutta da vivere e da scrivere. Ormai la politica si fa con i leader, e di leader “naturali” nel Pd c’è lui.

Con un’avvertenza. Oggi il Pd di Zingaretti piace. È un Pd che ritorna sui vecchi sentieri: non più società competitiva e slanciata in avanti, ma vecchie certezze e vecchie sicurezze. Più o meno, questa è la promessa di Zingaretti, tutti saranno protetti. Con il sindacato corporativo saranno baci e abbracci. E vissero felici e contenti.

In questo scenario non esiste alcun futuro per Renzi, sarebbe semplicemente fuori luogo, un estraneo.

Il futuro esiste, e forse anche importante, se Renzi avrà la forza di tornare ai temi del referendum che perse e che ne ha decretato la discesa. Là, in quelle pagine a volte un po’ confuse e prolisse, c’era comunque il disegno di un’Italia finalmente nuova e moderna, competitiva, intenzionata a crescere, anche a costo di qualche strappo inevitabile.

Esattamente il contrario dell’Italia che hanno in testa i 5 stelle e la Lega.

L’Italia che vogliamo.