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Gli imbrogli della signora Sarti

Solo Travaglio crede ancora ai "meravigliosi ragazzi".

di Giuseppe Turani |

Certo che essere Travaglio non è una cosa tanto semplice. Ormai è l’unico, in Italia e nel mondo, a sostenere che i 5 stelle salveranno il paese e gli ridaranno un futuro. Tutti gli altri, via via, si sono sfilati davanti alle bestialità dei meravigliosi ragazzi. Travaglio resiste, imperterrito.

E pensare che gli esempi, grandi e piccoli, non mancano. Prendiamone uno piccolo, quello di Giulia Sarti, ex presidente della commissione giustizia della Camera.

Dice che manda parte del suo stipendio per il fondo del mediocredito, fa il bonifico e poi lo ritira. Cioè non versa niente. Scoperta, dice che i soldi glieli ha fregati il fidanzato. Quest’ultimo la denuncia e il tribunale gli dà ragione.

A quel punto alla signora Sarti non rimane che dimettersi almeno da presidente della commissione giustizia. In realtà dovrebbe anche essere espulsa all’istante dal Movimento come è accaduto per altri. Ma la cosa non avviene.

E qui sorge la prima domanda: perché la signora Sarti non viene cacciata? Che cosa sa che non dovrebbe sapere? Di quali segreti e misteri è portatrice? Non si sa.

Si sa solo che lei è lì e che intanto cominciano a girare, in forma anonima, foto porno o semi-porno di lei. Lotta senza esclusione di colpi in casa grillina.

Tutto questo che cosa insegna, al di là della pochezza della signora Sarti? Che la famosa “democrazia diretta” dei grillini non funziona. Non ci sono filtri politici e quindi qualunque avventuriero (ma ben presente davanti alla propria tastiera) può farsi eleggere. E qualunque sprovveduto può farsi eleggere e diventare magari ministro: basta che sia molto attivo in rete e amico di Casaleggio.

Ecco perché oggi il Movimento si presenta con la peggior compagine ministeriale di tutti i tempi e perché il mondo intero ride.

Ecco perché siamo in recessione, ma si sta pensando di chiudere i negozi alla domenica.

Il difetto, si sarebbe detto una volta, sta nel manico: 50-60 mila leoni da tastiera scelgono via computer la classe dirigente del paese. E, ovviamente, puntano sui più sbruffoni, sui più rumorosi.

Poi ci si ritrova con Giulia Sarti presidente della commissione giustizia della Camera. O con l’ex dj Foffo ministro della Giustizia e Barbara Lezzi ministro per il Sud.