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Gialloverdi: quando si libera Draghi?

I conti sono un disastro. Serve un salvatore prima di vedere i forconi in piazza. O il capo della Bce o Cottarelli.

di Giuseppe Turani |

Non serviva l’Ocse, una delle più prestigiose e autorevoli istituzioni internazionali per capire che “quota 100” (di cui l’Ocse oggi chiede ufficialmente il ritiro) fosse una bischerata senza alcun fondamento economico.

Quota 100 nasce dalla somma di 60 anni di vita e 40 di contributi. Poiché i contributi si aggiustano in un modo o nell’altro, l’operazione serve per mandare in pensione alcune centinaia di migliaia di persone a 60 anni. In un paese dalla vita media di 82 anni, questo significa autorizzare alcuni a passare un quarto della propria vita a spese dello Stato: non più lavoratori e fornitori di contributi, ma incassatori di pensioni.

Il contributo di tutto ciò all’economia nazionale è meno di zero: si tratta solo di spese, e quindi di un aggravamento delle nostre finanze. Ma Salvini insiste: Quota 100 si deve fare. È il suo grande regalo alle popolazioni del NORD, sono cioè voti.

Idem Di Maio con il reddito di cittadinanza, altra bischerata. Anzi, L’Ocse faccia l’austerità a casa sua, dice il bibitaro. Gli devono ancora spiegare che il paese Ocse non esiste, così come non esiste la nazione Fondo monetario.

Tutto questo non può che finire in un disastro. E infatti da dentro i 5 stelle stanno partendo segnali obliqui verso Mario Draghi e Cottarelli: sareste per caso disposti? Insomma, vi pigliereste questo casino sulle spalle?

Tutti negheranno, ma stanno già cercando qualcuno che li salvi dai forconi.