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Il governo delle bischerate

Promettono di tagliare 23 miliardi di spesa pubblica, ma sanno benissimo che non si può.

di Giuseppe Turani |

La necessità di qualche forma di autodifesa dovrebbe consigliare a tutti di non dare retta a quello che oggi si dice in politica: ormai siamo in piena campagna elettorale e ogni bischerata va bene. Anche quando le cose sono corrette non accadrà niente. La Lega attacca la Raggi, di cui chiede le dimissioni da sindaco di Roma, e ha ragione ovviamente. I 5 stelle chiedono le dimissioni di Armando Siri (Lega), e hanno ragione: la biografia di Siri sembra esattamente quella di un signore che la politica dovrebbe tenere il più lontano possibile.

Ma, alla fine, rimarranno tutti al loro posto. La Lega (ma forse anche i 5 stelle) avrebbero un gran voglia di mostrare i muscoli, mandando a casa questo litigioso governo. Ma hanno paura di non poter far parte del prossimo, e quindi sopportano.

E inventano nuove amenità per il popolo dei loro fan. L’ultima riguarda il possibile aumento dell’Iva dal primo gennaio del prossimo anno. Il ministro Tria è stato chiarissimo: se volete evitarlo, dovete trovare da qualche parte 23 miliardi.

Immediata la risposta del governo (di cui Tria fa parte): tale Castelli e tale Garavaglia sono stati nominati commissari alla spending review con l’incarico di tagliare appunto 23 miliardi di spesa pubblica entro l’autunno.

Chiunque conosca i personaggi in questione dubita che la Castelli sia capace di tagliare 100 euro dal suo stesso bilancio personale. Di fronte al bilancio pubblico italiano potrebbe procedere solo a caso.

Il più grande esperto in questa materia, Carlo Cottarelli, che per anni ha seguito i conti italiani dalla sua scrivania al Fondo monetario internazionale di Washington ha subito spiegato che nessuno potrebbe tagliare 23 miliardi dal bilancio italiano in così pochi mesi.

Insomma, è la solita storia: non fare, ma dire che si farà qualcosa, tanto a fine maggio si vota e poi si vedrà.

Per la cronaca: nessuno ha mai tagliato 23 miliardi di spesa pubblica in Italia. Ma dire che si farà non costa niente.