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Tutti a casa

La questione vera non è Siri, ma la prossima legge di stabilità, per la quale servono almeno 50 miliardi. 

di Giuseppe Turani |

Accertato che Armando Siri non è Keynes e nemmeno un eroe della Resistenza, rimane da capire perché Salvini e la Lega siano pronti a rischiare una crisi di governo per impedire che venga cacciato dal governo, come chiede Di Maio.

Sostengono che sia in grado di dimostrare la sua innocenza davanti ai magistrati che lo stanno indagando: lo conosciamo, è persona assolutamente per bene. Forse. Basta intendersi.

Siri è già stato condannato (ha patteggiato) una bancarotta fraudolenta (un milione di euro): nel governo, da quale i 5 stelle lo vogliono cacciare, non avrebbe nemmeno dovuto entrare. Ma all’epoca della formazione del governo, i 5 stelle (avidi anche loro di potere) avrebbero accettato anche barbablù. Adesso, vogliono usare la questione Siri come una clava contro Salvini che gli sta portando via l’elettorato.

E quindi si esibiscono in numeri francamente da avanspettacolo. Visto che il capo della Lega (per tenersi legato il suo elettorato di destra) ha disertato le manifestazioni del 25 aprile (un ex rappresentante dei comunisti padani…), i 5 stelle sono diventati tutti antifascisti. Di Maio si è spinto a rendere omaggio alla Brigata ebraica (onorevolissima formazione militare, di solito maltrattata anche dalla sinistra) e tutti i suoi hanno partecipato diligentemente alle varie manifestazioni.

Si può credere a Di Maio? No. Salvini sta raccogliendo sotto le sue ali la peggior destra del paese. Se uno crede davvero nell’antifascismo, oggi ha un solo dovere: mandare a casa questo governo, e Salvini, e battersi perché la Lega non torni mai più in un governo.

E poi? Non ci sono molte alternative. Mentre queste inutili risse vanno avanti (sul nome di Siri…), il paese sta perdendo colpi e si avvia verso una Legge di stabilità da 50 miliardi. Di Maio, se vuole essere creduto, dovrebbe mandare a casa il suo stesso governo e impegnarsi a sostenere Mattarella per qualunque soluzione “tecnica” ritenesse opportuna. Il prossimo anno sarà terribile: solo dei fuori di testa possono pensare di affrontarlo con gente come la Lezzi, la Castelli, Garavaglia.

Ormai il disastro è stato fatto (in meno di un anno) e è arrivata l’ora dei Cottarelli e dei migliori che l’Italia possa mettere in campo (per fortuna, ne abbiamo tanti…).

Insomma, la questione Siri è una pagliuzza: la trave è il governo e sono i 50 miliardi che in autunno bisognerà trovare.

L’ora dei dilettanti è finita.