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Persino il Pd-zero di Zingaretti riesce a sfondare

Bene il crollo dei grillini, male il boom della Lega.

di Giuseppe Turani |

È andata bene e male. Bene il crollo dei grillini, che hanno dimezzato i voti. Male il successo della Lega che li ha raddoppiati. Pessima la sinistra, che ha disperso i propri voti (pochi) con la generosità di uno scialacquatore.

E qui cominciano i discorsi un po’ seri. Tutti noi vogliamo bene a Emma Bonino, come a una sorella, un’amica carissima, una compagna di tante battaglie. Ma era proprio indispensabile inventarsi +Europa prima delle elezioni? Per fare che cosa? Per segnalare qualche differenza rispetto al Pd-zero di Zingaretti (timido e pauroso anche della propria ombra)? Fra non contare niente in proprio e contare poco dentro il Pd non era meglio stare tutti sotto l’ombrello Pd, come aveva consigliato Renzi?

E il compagno Rizzo, che da anni si presenta sotto la sigla “Partito comunista italiano”, con una bella classica falce e martello come ormai non si usa più nemmeno in Cina, perché si ostina? Sono in cinque e fra una spaghettata e l’altra scrivono densi documenti su come cambiare il mondo. Documenti che nessuno legge, che non valgono la carta sulla quale sono scritti. Avete provato a ingannare il tempo con gli scacchi, scala 40, una vecchia briscola? Oppure perché non chiudete bottega e non andate a farvi una passeggiata? Fa bene alla salute, aiuta la digestione, e magari incontrate una bionda che sarà l’amore della vostra vita?

Il dato più interessante di queste elezioni (e so che vado controcorrente) è il quasi 23 per cento del Pd-zero di Zingaretti. Se quella roba lì (ostinatamente silenziosa e quasi clandestina) è arrivata a un simile risultato, immaginatevi un Pd con un leader vero e qualche buona idea (non il ridicolo salario minimo, tipica scemenza grillina).

La sinistra, insomma, non è morta. Fa solo l’impossibile per non esistere. Con tenacia e grande spreco di energie.