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Il gentiluomo Calenda

Si è offerto di dare una mano a Di Maio, suo successore, nell'interesse dei lavoratori delle aziende in crisi. (Calenda con la moglie)

di Giuseppe Turani |

Le macchine propagandistiche di sovranisti e populisti hanno una tecnica precisa: individuano un personaggio emergente (o già emerso) del campo avversario e immediatamente parte la campagna di distruzione, quella che in America si chiama character assassination. Questa modalità è stata sperimentata, e con successo, con Matteo Renzi, sul quale si è rovesciata ogni sorta di bugia e di insinuazione (genitori compresi e altri parenti, compresa la moglie).

Adesso hanno notato che si sta facendo strada Carlo Calenda, ex rappresentante permanente dell’Italia a Bruxelles e ex ministro dell’economia, personaggio notevole per cultura, chiarezza espositiva e lucidità. Uno di quelli, insomma, che possiamo mandare in giro per il mondo con un certo orgoglio.

E allora giù con le mannaie. Calenda va distrutto. Come? Dicendo che al ministero ha combinato disastri. Ma non esistono prove. Anzi, i disastri (anche per assenza) li ha combinati Di Maio “mai lavorato un giorno”.

L’odio è tale che il suo successore, il Di Maio appunto, non ha voluto nemmeno prendere le consegne da lui, in segno di disprezzo totale. Uno sgarbo fuori da ogni regola.

Ma Calenda è anche, soprattutto, un signore, educato e per bene. Quindi, adesso che Di Maio ha più guai che capelli in testa, ha annunciato che martedì si recherà al ministero dal suo successore per spiegargli alcune cose e dargli una mano, nell’interesse dei lavoratori delle aziende in crisi.

Vogliamo scommettere che non verrà nemmeno ricevuto?