Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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L'assalto ai risparmi

Usare i soldi degli italiani sotto il materasso per fare gli investimenti. Salvini: sono centinaia di miliardi. Non sono suoi, ma non importa.

di Giuseppe Turani |

Adesso Matteo Salvini sta portando il cane a spasso per i campi, ma la sua intervista da Vespa (rintracciabile in rete) è chiarissima: gli italiani sono pieni di soldi, in cassette di sicurezza e sotto il materasso, centinaia di miliardi. Con una piccola tassa possono essere condonati e quindi rimetterli in circolo, per fare gli investimenti che servono.

Nessuno ci aveva pensato, ma si vede che quei commercialisti bancarottieri (condannati in via definitiva) che fanno parte del suo staff lo hanno informato bene.

Non si è capito bene se la destinazione di questi soldi per investimenti sarà volontaria o coatta.

Rimane il fatto che Salvini, che vuole spendere e ancora spendere, è alla caccia di ogni soldo esistente in Italia, pubblico o privato a lui non interessa. Se sono degli italiani, sembra essere il suo ragionamento, allora si possono usare per gli italiani.

E qui siamo alla follia. Non alla demenza senile perché, beato lui, è giovane, ma di sicuro c’entra qualche patologia. Già non gli entrano in testa le norme fondamentali e universali del vivere civile (come si fa a multare chi salva la gente in mare?), figurarsi se riesce a distinguere proprietà privata da proprietà pubblica.

Vuole fare gli investimenti (che dopo un anno nessuno ha ancora visto)? Spenda meno soldi in sciocchezze (da quota 100 al reddito di cittadinanza) e dia il via ai lavori.

Ma, d’altra parte, da uno che vuole tagliare le tasse con soldi presi a debito, che cosa ci si può aspettare?

Mentre vanno avanti questi giochetti da asilo Mariuccia (con Di Maio che è come scomparso, forse è già in Venezuela credendo che sia il Cile), l’economia italiana arranca e non mostra segni di ripresa. Striscia poco sopra lo zero. Ogni tanto fa qualche sobbalzo, ma poi torna verso la linea dove non accade nulla

Ma il nostro Salvini, ancora, cerca di stupirci: la priorità, dice, è il lavoro.

Anche in questo caso inutile spiegarli i fondamentali della questione. Se l’economia non riparte e fa le stesse cose dell’anno scorso, che cosa dovrebbero fare i “nuovi” lavoratori? Dipingere le pareti di casa sua e delle sue fidanzate?

Si torna sempre, in sostanza, allo stesso punto: la crescita, che nessuno vede e che nessuno vedrà.

E non per ragioni misteriose. Il governo ha scelto di distribuire direttamente denaro al popolo per raccattare voti, e la cosa ha funzionato, nel senso che i ragazzi stesi sul divano di mamma adesso hanno almeno i soldi per qualche sigaretta in più. Purtroppo, non aprono imprese e non rilanciano l’economia nazionale. Guardano Maria De Filippi in tv e qualche vecchio telefilm poliziesco.

Siamo in uno stagno. Uno stagno nel quale ci possono sparare (anche per sbaglio) e tentano di mettere le mani sui nostri risparmi. Il tutto in cambio di niente.

No. Una cosa c’è. Una lite furibonda con l’Europa, giusto per vedere che effetto fa.