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Carola e il Grassone Grasso

Salvini finirà in Tribunale e perderà.Questa volta ha esagerato davvero.

di Giuseppe Turani |

È già stato scritto, ma giova ripetersi: se la scelta è fra la dolce Carola e il Grassone Grasso bullo padano non c’è un attimo di esitazione, si sceglie Carola. Il capitano della Sea Watch ha dato prova ieri di infinita pazienza, cercando il dialogo con le autorità portuali di Lampedusa, mandando mail, ma ogni volta è stata respinta con perdite, su ordini del Grassone Grasso, che ha continuato per tutto il giorno a chiederne (invano) l’arresto immediato. Non tema comunque: Carola vuole farsi arrestare. Poi, Salvini si pentirà.

Ma procediamo con ordine. E precisiamo subito che Carola ha ragione da vendere. La sua nave raccoglie dei migranti (“ospiti” da quando salgono a bordo della Sea Watch) che stavano annegando.

Da quel momento in avanti lei è l’unica responsabile di quello che accade. Può fare tutto quello che vuole (anche celebrare matrimoni). Sta a lei scegliere la rotta. Non a Salvini e agli idioti che affollano i social network. Lei è l’unica che ha la responsabilità e lei decide. Sceglie il porto sicuro più vicino, cioè Lampedusa. Chiunque al suo posto avrebbe fatto la stessa scelta, anche se al Grassone Grasso non piace.

Lampedusa, come sa chiunque sia andato in mare anche solo una volta, ha l’obbligo di fornire ricovero ai naufraghi. Il decreto sicurezza bis di Salvini (una pagina vergognosa della nostra storia recente) in questo caso non conta niente. Il naufrago va portato a terra e aiutato. Tutto il resto viene dopo.

Questo è esattamente il ragionamento che fa Carola. Ma si scontra con gli ordini del Grassone Grasso. Le autorità portuali le sbarrano la strada. Sul molo invece delle ambulanze ci sono i carabinieri (poveretti). Sea Watch denuncia le autorità e ci sarà da ridere in tribunale: mai vista una violazione così plateale degli obblighi di assistenza ai naufraghi, primo e unico caso al mondo probabilmente.

Il viandante bussa alla porta del convento e chiede aiuto per l’amico ferito, ma il frate chiude la porta: l’Abate non vuole. Una vergogna.

Ma, si dice, si devono difendere le frontiere. Altrimenti che Stato saremmo? In questo ragionamento sono caduti anche intellettuali e politici di sinistra, forse per via del troppo caldo.

A bordo della Sea Watch non ci sono armi, bombe a mano, mitragliatori, ma solo 40 “ospiti” stremati dal caldo e dai disagi. E Carola non ha certo l’aria di una moderna guerrigliera che dirige truppe d’assalto.

Nessuna minaccia alle frontiere, dunque. E nemmeno nessuna minaccia di invasione di migranti. Niente di niente. Solo palle. Palle messe in giro dal Grassone Grasso. Mai vista una montatura più sfacciata.

A Lampedusa non è mai stato in pericolo nulla. E, a un certo punto, Carola nel tentativo di sbarcare i suoi “ospiti” arriva a dire: fateli scendere a terra, poi, se volete, arrestatemi pure. Dalla Germania il padre ribadisce: Carola non ha paura di andare in carcere. Ma Grassone Grasso insiste: la vuole in galera. Il suo sogno sarebbe quello di vederla scendere in manette dalla Sea Watch. Ma solo perché è un cretino. In poche ore una gara di solidarietà partita in modo autonomo ha già raccolto in Europa più di 200 mila euro. Si possono pagare tutte le multe di Salvini e forse anche un pezzo di nave. In tribunale il Grassone Grasso si troverà contro i migliori avvocati europei, lui e l’Italia faranno la consueta figura di merda.

Ma, si aggiunge, così fate il gioco di Salvini, che aumenterà i suoi voti. Argomento risibile. Salvini i voti degli analfabeti funzionali, dell’Italia peggiore, li aveva già presi. Forse li aumenterà del 2 per cento, sai che cosa cambia. Niente.

È importante, invece, che qualcuno testimoni che qui si è costruito un immenso caso sul nulla, sulle balle del peggior ministro che l’Italia abbia mai avuto. E che si sta andando oltre il ragionevole.

Il Grassone Grasso affonderà l’Italia. Gli immigrati arriveranno e ce li terremo con grande gioia (così evitiamo lo spopolamento).