Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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La sinistra timorosa

Giudica Carola troppo spregiudicata. In realtà, questo Pd è spaventato e polveroso.

di Giuseppe Turani |

Strano anche questo popolo della sinistra. Da qualche giorno sono spuntati come funghi quelli che si mettono a attaccare Carola e a difendere chi difende le frontiere (cioè Salvini). Questa delle frontiere è una coglionata che qualche anno fa nemmeno sarebbe venuta in mente a uno di sinistra.

Le cose da difendere sono ben altre. Anche perché, in verità, nessuno minaccia le frontiere italiane. Nessuna armata, nessun naviglio, niente. Questa delle frontiere minacciate, vilipese, a rischio, è una cretinata inventata da Salvini e spiace vedere che tanti buoni amici della sinistra ci sono cascati dentro come pere.

E, naturalmente, si criticano molto i deputati Pd che sono saliti sulla Sea Watch: non si riesce a capire che quel gesto era il minimo sindacale.

La solidarietà a Carola dovrebbe essere totale e senza riserve. La capitana ha fatto un gesto non usuale, ma sacrosanto: dopo 17 giorni in cui Salvini l’ha obbligata a ballare sulle onde con i suoi naufraghi, ha deciso di rompere l’assedio e di conquistare terra.

Come si può non capire che qui fuori legge, fuori dal consorzio civile, c’è Salvini, non Carola.

Invece, tanti a sinistra fanno raffinati distinguo, discutono di frontiere, di difese, di leggi da rispettare. E dimenticano che l’unica cosa da rispettare era il portare i naufraghi a terra, in condizioni di sicurezza.

Siamo in una fase storica in cui i bruti alla Salvini sembrano potersi consentire tutto e uscire sempre vincenti. Ma se la sinistra fosse meno dubbiosa, avesse più chiaro quali sono i confini dell’agire politico forse non saremmo a questo punto. E i confini sono chiarissimi. Non interessa qui discutere vanamente se Salvini sia o no un fascista. Quello che conta è che Salvini, per una sinistra che si rispetti e che abbia coscienza di sé, è sempre in errore. Lui è il nemico, non Carola.

La verità, e spiace dirlo, è che tanti della sinistra sotto sotto sono razzisti pure loro. E quindi sono grati a Salvini perché fa finta di tenere lontani i “negher”.

Portare 40 naufraghi a terra non vuol dire portare tutta l’Africa in Europa. Vuol dire portare 40 naufraghi, punto e basta.

Non voglio fare della retorica, ma giova ricordare che l’antifascismo italiano (da cui bene o male è nata questa repubblica) è vissuto sparso per il mondo, sbarcare in Francia o i America da clandestini, senza documenti era la regola. Oggi quelli sono padri della patria. L’auto che porta Filippo Turati clandestinamente in Francia era guidata da Adriano Olivetti, che non ebbe certo paura delle leggi vigenti allora. E nemmeno Joyce Lussu Salvadori, capitano (lei sì) della Resistenza, che a Marsiglia falsificava documenti notte e giorno per chiunque glieli chiedesse. E Teresa Mattei, che ancora bambina si fa buttare fuori da tutte le scuole del regno perché non accetta lezioni razziste. Ma che poi diventerà una delle poche madri costituenti, quelle che hanno scritto materialmente la Costituzione. E tutti siamo grati a loro. Siamo figli loro. Siamo figli di gente che si é fatta beffe delle frontiere e delle leggi, per fortuna

Adesso, invece, abbiamo a che fare con una sinistra talmente imbolsita, spaventata, timorosa che di fronte a una ragazza di 31 anni che sfida apertamente Savini per mettere in sicurezza 40 persone si fanno ragionamenti complessi si soppesano pro e contro, si fanno dibattiti.

Questa sinistra non vincerà mai perché è farisea, senza spina dorsale. Aveva un leader e se lo è mangiato perché vivere così è più rassicurante, comodo, semplice. E adesso accetta di scambiare per invasione quella che è sempre stata una semplice, normalissima, operazione di soccorso in mare: tu stai annegando, e io ti salvo e ti porto a terra, in un luogo sicuro.