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I misfatti del Bestione Padano

Giornata-catastrofe: viene ridicolizzato da Carola e dall'Unione europea.

di Giuseppe Turani |

Lo so che non dovrei, ma devo confessare che vedere Salvini, grasso e sudato, che vomita le sue scemenze dentro il rettangolino della diretta FB, dove sembri che entri appena, fa un po’ ridere. Come gli innamorati delusi che scrivono “Maria puttana” sui muri dei cessi.

Ieri è stata la giornata della sua catastrofe. La giornata i cui si è visto che di politica, e di Stato, non capisce nulla. È un barbaro padano, e basta.

1- È andato a testa bassa contro la magistratura, forse ignorando che la stessa in questo paese è autonoma. Lo hanno stabilito non i pidioti, ma i padri costituenti, dopo lunghi dibattiti, circa settanta anni fa. Lui non c’era, per fortuna, all’epoca, ma dovrebbe averne sentito parlare. Si chiama divisione dei poteri.

2- La sua risposta, proprio da bullo inferocito (Maria ha fatto la stronza, e gli ha detto no), è stata da manuale psichiatrico: poche ore dopo la liberazione di Carola era già pronto, firmato dal prefetto di Agrigento (un suo diretto dipendente) il decreto di espulsione. Decreto di dubbia validità: Carola è cittadina comunitaria, qui non ha commesso reati, se non quello di aver ridicolizzato il bestione padano. Perché se ne deve andare?

3- Ma non basta. Poiché è veramente il minimo, un uomo inutile, ha fatto schierare l’Italia in Europa con quelli di Visegrad, i suoi amici. Risultato: nell’edizione precedente avevamo tre delle cinque cariche più importanti (esteri, Bce, presidenza parlamento). In questa avremo zero. Probabilmente ci sarà una carica per Sassoli (Pd), ma solo perché è amico di Macron che ha voluto portarlo in alto.

Piccolo corollario. Il figurante Conte si è vantato perché l’asse franco-tedesco (grazie all’Italia) è stato sconfitto. Con una francese (Lagarde) alla Bce e una tedesca all’Unione. Esattamente quello che voleva la signora Merkel. Anche Conte andrebbe ricoverato, nella stanzetta vicina a quella di Salvini, così possono contarsela su nelle notti di luna piena (“Ti ricordi quel giorno che abbiamo fatto piangere la Merkel?”).

Conosco già la risposta di quelli che maneggiano la politica. Tutto questo porterà altri voti al bestione padano.

I voti Salvini li avrebbe presi comunque. Il vento, oggi, tira dalla sua parte e gonfia le sue vele. Nessuno di noi ci può fare niente. Quello che possiamo fare è testimoniare che esiste un’Italia diversa, che non va in piazza agitando crocifissi e obbligando poi i migranti a stare 17 giorni in mare per consentire a lui di crescere dello 0,5 per cento nei sondaggi.

L’Avvocato Agnelli, che era un uomo navigato e saggio, diceva che gli piaceva il vento perché non si può comprare. Ecco, nemmeno Salvini lo può comprare. Cambierà il vento, e il bestione padano, se ha gambe, lo vedremo correre lungo le valli bergamasche. Inseguito dal popolo da lui impoverito, e quindi incazzato.