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Le capre impazzite

La bugia come arte di governo, mischiata con scemenze di ogni tipo. (L'annuncio della fine della povertà dal balcone di palazzo Chigi).

di Giuseppe Turani |

Anche se qualche anima bella protesterà, bisogna dar ragione a Massimo Cacciari, filosofo veneziano con la passione per la politica: “Siamo governati da capre impazzite”. Aggiungo: con una propensione alla bugia che non ha eguali nel mondo.

Gli esempi si sprecano. Siamo riusciti a convincere l’Unione europea, i nostri conti (2019) sono a posto, niente procedura di infrazione, grande successo dell’Italia, riconosciuti i nostri meriti.

Tutto falso, anche le virgole. L’Unione, per non dare corso alla procedura di infrazione, ha preteso e ottenuto da questo governo di malcapitati una manovra aggiuntiva di 7,5 miliardi, pari a uno 0,5 per cento del Pil. Manovra aggiuntiva che i nostri avevano giurato che non sarebbe mai stata fatta. Trascuro di dire da dove saltano fuori questi 7,5 miliardi: scuola, sanità, giovani, ecc.

Il 2019, comunque, è andato, Bene o male si arriverà alla fine. Il problema vero, grosso, si pone un secondo dopo (in realtà già in autunno), quando bisognerà scrivere la legge di stabilità per il 2020. E qui il conto appare consistente: bisogna trovare 23 miliardi per impedire che dal primo gennaio scatti l’aumento automatico dell’Iva. Poi, se Salvini insiste con la sua ridicola flat tax, bisognerà trovare altri 20 miliardi. E così siamo già a 43 miliardi di euro e mancano ancora le richieste di Di Maio. Se pretende quello che vuole Salvini, il conto finale andrà sopra i 60 miliardi.

Sono cifre da capogiro, che l’economia italiana non può sopportare. Questi soldi, fra l’altro, visto che non abbiamo crescita, possono venir fuori solo da due posti: nuove imposte (sia pure mascherate) e tagli al welfare.

L’incapacità di governare di questa banda di capre si traduce, alla fine, in un abbassamento del nostro benessere.

Ma questo è ancora niente (benché doloroso). Viene in mente lo scambio di battute fra Benjamin Franklin e una passante all’uscita dalla convenzione di Filadelfia: “Che stato ci avete fatto?”. “Una repubblica, signora, se saprete mantenerla”.

Ecco, oggi l’Italia è ancora una buona repubblica, anche se quella disegnata nel progetto di Renzi, battuto al referendum, era meglio.

Lo abbiamo visto proprio in questi giorni. Il ministro dell’Interno, sua eccellenza Salvini, ha dato di matto, si è esibito in Parlamento in uno show da avanspettacolo, ha preteso sequestri e arresti del tutto illegittimi (è una sua costante: lo aveva già fatto anche con la Diciotti, ma si è difeso con l’immunità parlamentare dalla giustizia che voleva processarlo). Ma, alla fine, il potere ”terzo” della magistratura è intervenuto e lo ha mandato a quel paese. Senza l’indipendenza della magistratura oggi Carola, colpevole solo di aver aiutato una quarantina di poveracci, sarebbe in un carcere a Agrigento, forse in compagnia di tutto il suo equipaggio.

Siamo una buona repubblica, mediamente, con il piccolo guasto di un ministro dell’Interno, sua eccellenza Salvini, che non sa trattenersi e che ordina arresti e sequestri come se questo fosse lo stato di bananas. Quando gli danno torto, urla come un’aquila: non gli entra in testa che in uno stato di diritto, quale siamo, solo la magistratura può ordinare di privare della libertà personale una persona. Lui, benché ministro, non può.

E, infine, c’è la partita europea, altra zona di bugie. Prima delle elezioni: andremo lì e faremo il diavolo a quattro, pugni, tavoli che volano, dovranno ascoltarci, mai più l’Italia con il cappello in mano.

Ottimo. Solo che i sovranisti-populisti non sono riusciti nemmeno a fare un gruppo (nessuno vuole stare con loro). E quindi al momento girano per i corridoi di Strasburgo infastidendo i commessi per sapere dove sono le toilette e a che ora apre il bar. Cappuccini e brioche, suppongo, giusto per tirare sera.

E infatti dalla loro annunciata rivoluzione è uscito un presidente del Parlamento europeo che, ma guarda un po’, è del Pd. Ma non avevano mica vinto loro, e non dovevano dare il via a una rivoluzione epocale? Già, ma Macron la Merkel a questi bugiardi sovranisti hanno preferito l’ottimo Sassoli, persona per bene e stimata. La semplice verità è che sono bugiardi, sempre, è proprio il loro Dna.

In realtà, in Europa non hanno vinto niente, sono marginali e contano un po’ meno di zero. Solo qui fanno i gradassi e pretendono di interpretare tutte le parti in commedia: governanti e magistrati.

Ma, come dice giustamente Cacciari, sono capre impazzite. Solo capre.