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La mia vita per la patria

Salvini ormai parla come un eroe del Risorgimento, ma fa solo ridere.

di G.T. |

Un altro che a scuola dormiva e che non ha letto niente negli ultimi quarant’anni. Salvini dichiara che è pronto a morire per difendere i confini dell’Italia. A parte che vorrei proprio vederlo, con l’elmetto in testa e il fucile in mano, presidiare il litorale di Ostia. Ma gli va spiegato che da tempo immemorabile nessuno ha attentato ai confini italiani.

L’ultima volta è successo durante la Seconda guerra mondiale con gli sbarchi delle truppe americane. Solo che sono sbarcate per salvare noi da noi stessi. Sono morti, quei ragazzi del Middle West, per liberare l’Italia dal fascismo. Gratitudine perenne.

Al momento nessuno ci sta minacciando. I paesi del Nord Africa, la nostra sponda Sud, hanno tutti problemi loro immensi e certo non stanno progettando sbarchi o invasioni. Al massimo vogliono da noi qualche soldo per vivere un po’ meglio.

Se Salvini, invece di andare sempre in giro, leggesse qualche rapporto del suo ufficio, sarebbe informato.

Tutto quello che c’è è qualche nave di qualche Ong che ogni tanto porta qualche decina di migranti in Italia. Ma davvero Salvini è disposto a dare la vita per difendersi da Carola e dal comandante Tommy, che forse non possiedono nemmeno un coltellino per le unghie? Nessuno di questi soggetti lo assalterà all’arma bianca mentre dorme. Invece lo trascineranno in tribunale. Finora Salvini ha trovato il modo di scappare dai giudici e quindi di non farsi giudicare.

Quindi a Salvini non è richiesto alcun sacrificio estremo. Sarebbe sufficiente che imparasse a presentarsi in tribunale, come tutti i cittadini. Per il resto, può continuare serenamente a strafogarsi di Nutella e di altre schifezze. Non diventerà un bell’uomo, ma vivrà e forse sarà felice.