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La decrescita è arrivata a Torino

I grillini non sono solo stupidi. Sono proprio pericolosi, quasi letali.

di G.T. |

Uno pensa, giustamente, che i grillini siano mediamente degli idioti. Oppure (definizione classica): la più straordinaria accozzaglia di teste di cazzo mai vista in politica. Ma ogni giorno ti stupiscono. Faccio grazia ai lettori della lettura dell’ultima edizione del Def (ministero dell’economia) dove si vede con allucinante chiarezza che, senza governo, questo paese sarebbe andato meglio. Con le loro sgangherate politiche economiche, suggerite da baristi, meccanici, casalinghe, hanno fatto solo danni e non hanno ancora finito.

Ma poi ci sono i particolari, le vicende periferiche. Se Roma è ridotta a una cloaca a cielo aperto, Torino nelle mani della bocconiana Appendino è possibile che vada ancora più a fondo.

Riassumiamo. Nel 2006 Torino (complice l’Avvocato Agnelli) ospita i giochi invernali delle olimpiadi. Un successo strepitoso, inimmaginabile: lo spettacolo d’apertura (il ferro il fuoco) risulta l’evento tv più visto nel mondo. Grandissima emozione quando la bandiera olimpica entra nello stadio portata da otto donne. Fra cui Sophia Loren, Isabelle Allende, Manuela di Centa, Susan Sarandon.

Torino riparte. Poi arrivano i grillini. Torino 2019 rifiuta di mettersi in gara, insieme a Milano e Cortina, per le prossime olimpiadi invernali. Milano e Cortina vincono. Adesso la botta finale: Torino è l’auto, tutto nato lì, al Lingotto e a Mirafiori. E ha sempre avuto il salone dell’auto. Non lo avrà più. Andrà a Milano. Per ragioni “ecologiche” i grillini lo hanno bocciato. La sindaca Appendino, resasi conto di guidare una banda di deficienti, minaccia le dimissioni.

Inizierà la semina dei peperoni nelle aiuole spartitraffico. La decrescita non più solo un sogno. A Torino si può già vedere. L’Italia del cambiamento.