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Lo sceriffo del disordine

La Meloni vuole abolire il reato di tortura. Salvini getterà in strada cento mila persone: che di loro si occupi il cielo.

di Giuseppe Turani |

La miseria umana e politica di Salvini non cessa di stupire. Ormai siamo oltre qualsiasi cosa.

Ma, prima di occuparci del nostro sceriffo immaginario, diciamo una parola sulla vecchia Europa, continente carico di problemi, ma anche di qualche speranza. Mentre negli Stati Uniti il presidente Trump viene censurato dal congresso per aver offeso le sue deputate con frasi razziste, l’Europa ha il coraggio di scegliersi una signora come presidente della sua Commissione. Una signora che è in politica da sempre, madre di sette figli, e che ha promesso di varare una Commissione, che per i prossimi cinque anni dovrà governare l’Europa, fatta metà di donne e metà di uomini.

Questa stessa signora ha avuto il voto dei 5 stelle, ma non quello degli idioti della Lega: la votiamo se ci promette di fare la lotta agli scafisti, ha detto il capobanda Salvini. Lui, che di scafisti non ne ha preso mai nemmeno uno.

Il risultato di tutto ciò è immaginabile. In campagna elettorale Salvini aveva detto: punteremo a avere un commissario importante, dove ci sono i soldi, per fare il bene degli italiani (non dell’Europa?). Quasi certamente Salvini non avrà alcun commissario, zero. E questo perché i commissari, la squadra, vengono scelti dalla presidente, e poi approvati dal Parlamento. Dubito, a questo punto, che la signora der Leyen o in Parlamento abbiano in mente di dare un incarico di responsabilità a un esponente di una banda di idioti, capaci di votare contro la presidente della Commissione, in spregio agli accordi raggiunti dal premier Conte.

Peggio di questo pasticcione, comunque, c’è solo, la sua fedele socia, Giorgia Meloni, una sorta di coatta romana fuori di testa da tempo immemorabile: la sua più recente proposta è di abolire il reato di tortura, altrimenti gli agenti non possono fare il loro lavoro. Che dire? Padre Pio intervieni tu.

Il Salvini, comunque, non è da meno. Fra chiusura di campi rom, espulsioni, ecc., si calcola che siano almeno 100 mila le persone che metterà in mezzo alla strada nei prossimi mesi. Cento mila disgraziati, con donne e bambini, affidati alla grazia del cielo.

Il progetto è sempre lo stesso: costruire un’Italia del disordine e con pochissime garanzie civili.

Un’Italia dove poi lui, l’ex comunista leoncavallino, si ergerà come unico possibile sceriffo.