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Salvini sa di non sapere

Il governo non avrà rappresentanti diretti nella Commissione Ue. Conte cercherà un paio di candidati presentabili.

di Giuseppe Turani |

Salvini se non è già diventato pazzo, certo comincia a farsi male da solo. Aveva un candidato per il ruolo di commissario Ue, Giorgetti, che sarebbe sicuramente passato e che probabilmente avrebbe anche fatto bene. Se lo è divorato come un boccone di Nutella, votando contro la der Leyen. E adesso è senza candidati. Conte, in base agli accordi con la Ue, aspetta da lui l’indicazione di due nomi, un uomo e una donna, ma è probabile che Salvini passi la mano e non indichi nessuno: nel suo staff ha molti traffichini, ma poche persone di livello. Toccherà ai 5 stelle allora indicare qualcuno per il ruolo di commissario: e sarà una bella gara, anche loro non hanno nessuno. Infatti, si sta facendo strada l’idea di affidare a Conte l’incarico di cercare due persone terze di una certa qualità.

Il super governo gialloverde, il terrore dei mari e delle montagne, rischia così di non avere un suo diretto rappresentante nella Commissione per la semplice ragione che non ha nessuno di presentabile, solo robetta.

E questo dice tutto quello che c’è da dire su questo governo, che non può essere esibito all’estero perché fa ridere. E viene considerato quasi uno scherzo dal resto dell’Europa.

Rimane, comunque, un mistero: perché Salvini non faccia la crisi e non salga direttamente a Palazzo Chigi. Le spiegazioni sono due:

1- Nel ruolo di presidente del Consiglio non saprebbe bene che cosa fare, urlare contro gli inesistenti scafisti non sarebbe sufficiente.

2- Prima di affrontare le elezioni, vorrebbe far approvare la sua stramaledetta flat tax (idea del bancarottiere Siri). Che non sarebbe affatto una flat tax (rimarrebbero tre aliquote), ma servirebbe a tagliare un po’ di tasse per alcuni milioni di cittadini, al costo di 10 o 20 miliardi di euro. Il tutto in debito, ovviamente. Prevedibili le proteste della Commissione Ue: ma ecco il vantaggio di non avere rappresentanti nella Commissione. Si potrebbe sparare contro gli affamatori di Bruxelles, nemici del popolo, liberamente. Insomma, campagna elettorale continua.

C’è un solo problema. Prima o poi questa raccolta di voti dovrà finire e dovrà arrivare il momento di governare. Ma per quello c’è tempo. Anche perché Salvini sa di non sapere. E, forse, sa anche che la gente potrebbe cominciare a stufarsi di lui.