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Grillo torna a casa, missione finita

Ha inquinato la politica italiana come non aveva mai fatto nessuno, e tutto in nome di una fantasiosa onestà.

di Giuseppe Turani |

Se la Tav si farà, come sembra ormai certo, questo sarà di fatto l’atto ufficiale di scioglimento del Movimento 5 stelle e l’uscita dalla politica di Grillo e di tutto il suo corteo di incapaci, casalinghe, baristi, ragionieri, segretarie d’azienda e quant’altro, trasformati in deputati e ministri dalla magia affabulatoria del comico genovese.

Una vecchia battuta dice che di solito l’ecologista più feroce è quello che la villa in collina se l’è già costruita. Grillo la villa in collina ce l’ha, e anche quella al mare se è per questo. Per il resto, quindi, odiava tutto. In un’intervista una volta ha detto che il suo modello era Lagos. Ma forse aveva sbagliato pagina di Google. Il suo modello invece è l’Albania. Un’Italia che torna indietro di trent’anni almeno, o anche 50, con un’organizzazione silvo-pastorale, poche auto (è andato a manifestare contro le macchine fino alle porte di Mirafiori), tanta gente a faticare nei campi e idioti qualunque ai vertici dello Stato, pescati quasi a caso.

Sembra incredibile, ma su questo modello ha costruito un Movimento che è stato il gruppo politico più importante del paese. C’è riuscito non in forza di una straordinaria abilità politica (cosa a lui ignota), ma grazie a una spregiudicatezza che non si era mai vista nella vita pubblica italiana, e il cui elemento caratterizzante era la character assassination, cioè la diffamazione sistematica di chiunque gli stesse sulle scatole. Tutti indicati come ladri, disonesti, furfanti e anche peggio (lui che ha una condanna definitiva per omicidio).

Nessuno ha mai inquinato la vita pubblica italiana come Grillo. Dotato di facondia e di buone doti comunicative, ha distrutto tutti, coprendli in genere di false notizie. Ma non ci ha mai fatto caso: tutto, nella sua storia, ha sempre fatto brodo.

Maria Elena Boschi non c’entra niente con la Banca Etruria? E chi se ne frega? Si dice che è la sua, due mila idioti rilanciano la falsa notizia sui social network e poi in duecento vanno sotto casa della medesima a gridare: “Ridacci i nostri soldi”.

Questo è stato Grillo. Un mestatore, un utilizzatore di falsità a scopo di propaganda, probabilmente sapendo benissimo che si trattava di plateali bugie.

E anche un po’ stupido. Per mesi ha creduto lui stesso a una clamorosa balla Internet, e cioè che esistesse una pallina di plastica capace di sostituire eternamente i detersivi nella lavatrice. Come ha creduto che i vaccini per i bambini fossero roba inutile, una diavoleria di Big Pharma.

In realtà, il signore che per alcuni mesi si è impossessato dell’Italia (attraverso il suo corteo di sicofanti) era, e è, un idiota. Non sa nulla di politica e di economia, ma si impiccia di tutto perché quello che non sa lo legge su Internet. La sua cultura è inesistente: si ferma a Google.

Si è opposto ferocemente alla Tav perché sognava un’Italia isolata, silvo-pastorale appunto. Non si è mai reso conto che l’Italia ha cominciato a scavare gallerie nelle Alpi già nell’800, a mano, con mazze e picconi, proprio per “andare in Europa”. Ma lui non voleva andare in Europa perché sapeva che gli avrebbero riso in faccia. In Europa ci sono Stati seri. La Francia ha inventato, con una rivoluzione, la democrazia moderna e la Germania oggi è un esempio di efficienza e di benessere.

Lui, invece, è solo un piccolo cialtrone genovese con idee molto confuse. Noto per spettacoli ridanciani e niente altro. E per aver inventato quella cosa orrenda che è il Movimento 5 stelle.

Ma, se il cielo vuole, siamo alla fine. Potrà tornare a casa a fare il bucato con la pallina di plastica e a controllare gli scontrini della moglie.

Non ci mancherà proprio.