Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Le follie del bullo

Salvini rischia di rovinare il paese per decenni. Va fermato subito.

di Giuseppe Turani |

Difficile capire che cosa fare di Salvini. È imbarazzante oltre ogni limite, si capisce benissimo che la Costituzione non l’ha mai letta oppure non gliene frega niente. A un supposto delinquente commina i lavori forzati, che non esistono e che comunque non spetterebbe a lui decidere. Di una zingara uscita di prigione perché diventata madre ha detto che bisogna impedire a questa gente di fare figli. Altra cosa che non c’è e che, di nuovo, non toccherebbe a lui, ma a una lunga fila di magistrati.

Non siamo scesi ieri dalla Val Brembana con la piena, e quindi sappiamo che queste cose Salvini le dice per consolidare la sua immagine di bullo presso il proprio elettorato: uomo tosto che in tre giorni sistemerebbe rom, immigrati e diversi. E infatti queste sue sparate piacciono persino a sinistra, dove si annidano anime belle che vorrebbero una società tutta di scolaretti con il grembiulino nero, le signore a casa a tirare la sfoglia, e così via.

In realtà, se Salvini dovesse avere il potere, quelle cose che oggi appaiono solo come battute da bullo le farebbe davvero. La Costituzione, per lui, è un pezzo di carta di settant’anni fa, gli altri poteri (tipo magistratura) pure perdite di tempo. Se lui ha preso i voti, non serve altro. O no?

Ma queste sono quasi lievi smagliature. Dove Salvini diventa davvero pericoloso è quando si parla di soldi. C’è una storia che ha la chiarezza di un teorema di matematica.

1- Lui insiste perché vuole a tutti costi la flat tax (se non la fanno, ce la faremo da soli). La flat tax è una roba che gli ha inventato il suo amico (cacciato dal governo e bancarottiere Siri).

2- In teoria la flat tax, tassa piatta, una sola aliquota, è proibita tassativamente dalla Costituzione, per la quale le imposte debbono essere progressive, come è in tutto il mondo civile.

3- In pratica si potrebbe anche fare, ma recuperando la progressività sul lato dei servizi che lo Stato corrisponde ai cittadini. Nicola Rossi, che ha studiato con calma il problema, sostiene che servirebbero almeno cinque anni di lavori per riformare tutto il sistema del welfare che sta dietro le imposte.

4- Ma Salvini la flat tax la vuole subito, prima di far saltare il governo e andare a elezioni. E, poiché non ci sono i soldi, si può fare anche a debito.

E eccoci al teorema:

a- Tria dice che Salvini insiste, ma non indica le coperture, cioè con quali soldi fare questa benedetta flat tax.

b- Standard & Poor’s dice che con una flat tax senza coperture l’Italia rischia di fare la fine della Grecia.

Ecco, il re dei bulli del quartiere, scemenza dopo scemenza, rischia di rovinare l’Italia per decenni. E questo perché si impiccia di cose che non sa e i suoi consiglieri sono piccoli commercialisti senza clienti e senza cervello, già noti peraltro alle cronache giudiziarie.

Che cosa fare di un simile soggetto? Un paese normale lo avrebbe già espulso. Noi rischiamo di consegnargli il paese.

Poi, sarà inutile lamentarsi. Come sarà inutile attendere l’alternativa promessa da Zingaretti. L’alternativa è impedire, subito, a Salvini di fare altri danni, di trascinare il paese in un tunnel Grecia. Questa battaglia si vince o si perde adesso, non l’anno prossimo.

Per tutto il resto, abbiamo tempo.