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Italia, immobile come un paracarro

Ormai siamo a crescita zero, il paese si è fermato.

di Giuseppe Turani |

Il ministro Tria dice: Salvini insiste per la flat tax, ma non indica le coperture, cioè dove trovare quella decina o più di miliardi che servono. Salvini risponde: o io o Tria. Standard & Poor’s da New York spiega: con una flat tax senza copertura (cioè fatta a debito) l’Italia finisce come la Grecia.

Questo elegante e consolante dibattito avviene sullo sfondo di una sorta di stagnazione prolungata dell’Italia che dovrebbe preoccupare parecchio. Mai come di questi tempi si è usata la parola crescita. Peccato che non si veda traccia di questo fenomeno.

Sono appena uscite le ultimissime previsioni di Oxford Economics e c’è da essere seriamente preoccupati. L’ultimo anno relativamente buono è stato il 2017, con una crescita dell’1,7 per cento. Non una meraviglia (una crescita-crescita deve essere sopra il 2-3 per cento), ma meglio di niente.

Poi comincia la discesa lungo il fianco ripido della montagna. Già nel 2018 la crescita italiana va sotto l’1 per cento: si ferma infatti allo 0,7. Con il 2019, l’anno in corso, si farà tombola: crescita uguale esattamente a zero. Immobili come statue di marmo.

Nel frattempo, la politica chiacchiera di crescita, occupazione, mezzogiorno, giovani. Tutti interessanti esercizi dialettici: se non c’è crescita, tutti questi ragionamenti rimangono chiacchiere.

Il futuro, peraltro, non è brillantissimo. Si potrebbero fornire i dati anno per anno, ma forse conviene andare più veloci: nei cinque anni 2018-2022 l’Italia conoscerà una crescita media annua dello 0,5 per cento, meno di un terzo di quella del 2017.

Nei cinque anni successivi (e arriviamo al 2027) la crescita media annua italiana sarà lievemente più corposa: 0,7 per cento. In ogni caso mai si vedrà una crescita superiore all’1 o al 2 per cento.

Che cosa significa tutto questo? Che siamo dentro una sorta di bolla depressionaria. E ci siamo perché da vent’anni almeno l’aumento della nostra produttività è irrisorio, poco sopra lo zero.

Esiste un modo per uscire da questa trappola di stagnazione quasi perenne? Sì. Basterebbe “liberare” le forze imprenditoriali presenti nella società italiana attraverso l’aumento della concorrenza (che è l’unica strada per far emergere i migliori).

In poche parole: meno decreti dignità, o salari minimi, flat tax e più competitività. Briglie lunghe alle imprese, in una parola.

(Da QN del 29 luglio 2019)