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Primo Piano

Per un pugno di voti

Soldi distribuiti al popolo invece di investimenti.

di Giuseppe Turani |

Si può, forse si deve, dissentire dal presidente degli industriali lombardi quando definisce “sonnambuli” i politici italiani. Sono sveglissimi e attivissimi. Salvini farà 60-70 tweet al giorno, una decina di dirette Facebook, a parteciperà almeno a una decina di sagre paesane. Di Maio, benché più giovane, cerca di stargli dietro, non ci riesce, ma comunque fermo non sta.

Il loro problema è che si agitano nella direzione sbagliata. Qualcuno aveva detto loro che sarebbe stato sufficiente distribuire un po’ di denaro agli italiani per vedere l’economia decollare. Hanno così inventato il reddito di cittadinanza e hanno messo in giro alcuni miliardi. Il risultato è stato che la crescita è piombata a zero, e il paese oggi è immobile.

Gli avevano detto che la gente era stanca. Mandateli in pensione prima: per ognuno che andrà ai giardinetti con i nipotini ci saranno almeno tre assunzioni. E così hanno inventato quota 100. Il risultato è che negli ospedali mancano i medici: anche perché i tre da assumere non ci sono, non esistono, forse stanno ancora studiando.

Raramente, forse mai, si era vista una classe politica agitarsi tanto per ottenere esattamente il contrario di quello che si era proposta. Ma esiste una spiegazione.

Se io voglio spingere sulla crescita di un paese punto sugli investimenti (pagina 3 del manuale). Se invece voglio raccattare voti, distribuisco denari e sussidi (pagina 4 dello stesso manuale).

La scelta che è stata fatta è stata appunto quella di cercare voti, non crescita. In questo, soprattutto Salvini, sono stati attivissimi. A Di Maio è andata male perché ormai è una specie di perdente per default: qualunque cosa faccia, gli va storta.

Quindi non sonnambuli, ma svegli e male intenzionati. Se vuoi far crescere un paese, ne aumenti la competitività interna, la concorrenza (che farà emergere i migliori), non compri l’Alitalia con i soldi pubblici (che nemmeno hai), non lasci crescere il sospetto di voler chiudere il più grande centro siderurgico europeo per trasformarlo in un parco giochi.

Insomma, se vuoi la crescita, fai il contrario di quello che si è fatto sino a oggi.

(Da QN del 30 luglio 2019)