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Roulette russa

Renzi vuole mettere Salvini a pane e acqua per due anni, sicuro che si sgonfierà. Ma non tutti concordano.

di Giuseppe Turani |

Mai vista tanta confusione così. Si va verso una crisi di governo, ma non si sa perché e nemmeno quando e nemmeno si è poi così scuri che la crisi ci sarà davvero.

La crisi si è aperta, a parole, mancano atti fino a oggi, perché lo ha deciso Salvini. Non ha spiegato perché e nessuno lo ha capito. Ma qualcosa dalle sue parti sta accadendo. In Sicilia non è stato preso a sassate, ma a bottigliette di plastica sì. Il consenso non sembra più unanime e in crescita. Inoltre, c’è stata una certa chiusura di larghi settori della politica. L’ala renziana del Pd e i 5 stelle sono contrarissimi a queste elezioni e faranno di tutto per sabotarle.

Si decide oggi alle 4 al Senato. La Lega insisterà perché la sua mozione di sfiducia a Conte sia discussa il 13, prima di Ferragosto. Gli altri cercheranno di mandare la cosa più avanti, per guadagnare tempo e lavorare al progetto stermina-Salvini. Che consisterebbe in un governo istituzione, del Presidente, con il compito di tagliare il numero dei parlamentari e mettere in sicurezza i conti del paese (che sono molto traballanti e inquietanti).

La trappola sta nel primo punto, il taglio dei parlamentari. Secondo gli esperti richiederà un lavoro di almeno due anni (è una revisione costituzionale). Due anni con Salvini fuori dal governo e inseguito da varie procure per vari pasticci (Russia, 49 milioni, migranti, ecc.). L’idea è di Renzi (ma subito appoggiata anche dai 5 stelle, che venderebbero l’anima pur di non sciogliere le camere e andare a casa, verso il nulla). Allo stesso segretario del Pd la cosa non piace per niente. Dice che Salvini, dopo due anni all’opposizione, potrebbe arrivare al 60 per cento da solo.

Da parte renziana si sostiene che il capo della Lega si sta sgonfiando: la sua macchina propagandistica costa un patrimonio (oggi la paghiamo noi, sono tutti al ministero degli interni), e sono partite le contestazioni (mai viste prima). E non può nemmeno tentare operazioni azzardate di finanziamento perché su di lui c’è il faro delle procure. Aveva detto che avrebbe puntato ai pieni poteri (impossibili) da solo e invece ha dovuto annunciare che correrà con i soliti alleati, Berlusconi e Meloni, per non spaventare troppo la gente.

Insomma, il governo istituzionale come cordone sanitario intorno a Salvini. Due anni a pane e acqua. Basterà? Funzionerà?

Su questo dilemma, comunque, il Pd si sta spaccando fra renziani e non-renziani e stavolta sembra che si faccia sul serio. Il Pd si spaccherà.

Berlusconi anche in questa occasione delude: allineato al 100 per cento con Salvini, che se lo sta mangiando, praticamente non esiste più.

Come finirà? Nessuno può dirlo. Nemmeno i protagonisti. È come la roulette russa: da qualche parte nel tamburo della pistola c’è una pallottola destinata a qualcuno, ma non si sa a chi e dove sia.

Non resta che aspettare.